FamilyDay, Giovanardi smonta il “bacio Ikea”: “Nei paesi islamici tolgono donne da pubblicità”

L'iniziativa gay-friendly del colosso svedese ha trovato la puntuale contestazione del senatore modenese Carlo Giovanardi (Area Popolare): “Dovrebbero vergognarsi, nei paesi islamici cancellano la donna dai cataloghi”

Come sempre più spesso accade, le grandi catene commerciali utilizzano l'attualità e la politica per le proprie campagne pubblicitarie. Una tendenza che non ha ignorato il grande tema della famiglia, che dopo le manifestazioni delle associazioni omosessuali a sostegno delle unioni civili, oggi vede lo svolgimento del FamiliyDay a Roma. Tra i marchi più attivi in questo tipo di marketing vi è sicuramente Ikea: il colosso dell'arredamento low cost ha colto lo spunto per richiamare clienti nei propri negozi, organizzando per domani un'iniziativa sul tema della famiglia.

IkeaFamilyDay è il titolo scelto per  l'evento, con un sottotitolo ancora più emblematico: “Per fare una famiglia non c’e’ bisogno di istruzioni”. A partire dalle 15 presso i ristoranti di tutti i 21 punti vendita Ikea, infatti, tutti i soci IKEA FAMILY sono invitati a celebrare con un bacio la propria idea di famiglia, sulle note di “All you need is love”. Nessuno sconto, nessuna promozione, solo un bollino ricordo per i soci. “Questa iniziativa – spiega Ikea - vuole confermare i valori di inclusione e diversità che da sempre guidano l'aziienda sia verso i propri clienti che verso i propri collaboratori". 

La mossa della multinazionale non è sfuggita al senatore modenese Carlo Giovanardi, che già nel 2011 ebbe un battibecco con Ikea a seguito di uno spot che includeva appunto una famiglia omosessuale. Anche allora l'azienda organizzò un bacio collettivo, in un'iniziativa simile a quella di domani. Come allora, il senatore di Area Popolare non le manda a dire e sottolinea: “Si tratta della stessa azienda che nei paesi islamici aveva cancellato l’immagine di donne nei suoi cataloghi per motivi religiosi, o meglio laicamente commerciali, come ha spiegato la ditta, per 'reagire preventivamente' ad eventuali polemiche”.

“Chi addirittura sbianchetta l’immagine delle donne fornendo due versioni della stessa foto a seconda dei paesi dove vuole vendere, facendo l’oscurantista nei paesi musulmani e nel contempo inneggiando alle coppie gay nei paesi occidentali dove, per fortuna, nessuno si sogna di perseguitarle uccidendole o mettendole in carcere, dovrebbe soltanto vergognarsi invece di voler dare lezioni di libertà agli altri”, affonda Giovanardi.

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