Giovani democratici, Matteo Manni nuovo segretario della provincia Modena

Domenica 15 settembre il Congresso provinciale dei Giovani Democratici modenesi si è concluso con l’elezione all’unanimità del nuovo segretario, Matteo Manni, 24 anni, studente del corso di laurea magistrale in ingegneria informatica presso l’Università di Modena. Ecco la sua prima dichiarazione

“Essere segretario della Federazione di Modena dei Giovani democratici è per me un’immensa emozione. Ormai da tre anni faccio parte della giovanile e in questo lasso di tempo questa comunità mi ha dato tantissimo, avendomi dato già a partire dal primo incontro l’impressione di un ambiente vivo, in grado di accogliere e di dare opportunità a tutti coloro che vogliano impegnarsi e fare militanza politica insieme ad altri loro coetanei. Ora è il tempo di ripagare la fiducia ricevuta già dagli anni precedenti, in cui Alessandro Poggi, che ringrazio infinitamente, mi ha scelto come suo vicesegretario, impegnandomi per assicurare a tutti i ragazzi e le ragazze che da qui in avanti si avvicineranno alla giovanile di trovare lo stesso spirito che, quel giorno di dicembre, mi convinse a impegnarmi nei Giovani democratici e che continuai a sentire dei mesi e negli anni seguenti."

"Detto ciò, il lavoro da fare è tanto: abbiamo indetto il Congresso quando eravamo una giovanile di opposizione, lo abbiamo concluso come parte fondante di una forza di governo. In quanto giovani di sinistra sta soprattutto a noi impegnarci per dare al Partito democratico la spinta propulsiva per fare quello di cui l’Italia ha bisogno, per un’azione di governo utile in tutti quei temi e problemi più impattanti sulla vita dei giovani e dei più deboli. Un impegno che dovrà concentrarsi su un aspetto per noi fondamentale: oggi la maggior parte dei nostri militanti sono studenti universitari, mentre mancano giovani lavoratori."

"Dobbiamo riuscire a portare loro e le loro idee all’interno della giovanile e del Partito democratico, nell’ottica di un percorso più grande che abbia il fine di tornare a portare i lavoratori non solo a essere rappresentati, ma a essere loro stessi rappresentanti politici delle loro istanze. Dobbiamo batterci per l’ambiente, facendo una scelta di campo ben precisa, che la destra ha dimostrato più volte di non volere fare. I giovani pretendono azioni concrete, pretendono un’Italia e un’Europa ad emissioni zero ben prima del 2030 e noi saremo sempre con i nostri coetanei, uniti in queste richieste. Ma soprattutto, ora che il Pd è forza di governo, come Giovani democratici è nostro inappellabile compito chiedere l’abrogazione dei due decreti sicurezza e il ribaltamento totale dell’approccio al fenomeno migratorio, che comprenda l’abolizione della Bossi-Fini, lo ius soli e la creazione di canali legali di immigrazione, per sconfiggere definitivamente e non solo a parole i trafficanti di esseri umani. La sfida è epocale, ma senza appello. Ci è dato il compito di affrontarla con determinazione, perfettamente incarnata nel motto “al lavoro, allo studio e alla lotta”.



 

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