Distretto Tecnologico alle ex Fonderie, il Comune rilancia il progetto di riqualificazione

La Giunta Muzzarelli, a sorpresa, rispolvera il vecchio progetto del Dast e chiede un finanziamento regionale per avviare nel 2020 la prima fase, per il recupero dell'edificio frontale del complesso

L'Amministrazione Muzzarelli rompe gli indugi. Prossima ormai alla fine del mandato, la Giunta getta sul tavolo in maniera forse imprevista un progetto di riqualificazione urbanistica dall'elevato peso specifico: quello delle Ex Fonderie. Ad un decennio esatto dal concorso di idee nazionale che vide la nascita del progetto Dast - Distretto per l'Accelerazione e lo Sviluppo della Tecnologia, è proprio da quella base che l'Amministrazione riparte. Lo fa con una delibera che sancisce la richiesta di finanziamento alla Regione nell'ambito del Bando per la Rigenerazione Urbana, al fine di ottenere le risorse necessarie ad avviare il primo stralcio dell'intervento di recupero. 

Il masterplan vecchio di dieci anni viene aggiornato e semplificato, con un taglio della previsione di edilizia residenziale e con l'esclusione di insediamenti commerciali. L'ambizioso progetto è pensato in quattro stralci, in modo da diluore i costi di realizzazione su un arco temporale stimato in almeno 5 anni, per una cifra complessiva calcolata in ben 33,8 milioni di euro.

Rimanendo più ancorati alla realtà, ovvero alla richiesta di contributo regionale - che riguarda solamente il primo stralcio - i costi si "fermano" a 3,7 milioni, dei quali 1,5 sono quelli chiesti alla Regione. Questi fondi serviranno a realizzare una parte comunque significativa dell'intervento, che si dovrebbe concentrare sulla parte frontale dello storico edificio della fabbrica della Crocetta. Nel primo stralcio il programma di riuso prevede la sistemazione della ex palazzina uffici, con il chiaro obiettivo di dare una nuova sede all’Istituto Storico ora situato in locali dell’Ex Mercato Ortofrutticolo di viale Ciro Menotti.

IL PROGETTO - La palazzina verrà interamente recuperata con la conservazione della facciata, interventi di consolidamento, opere strutturali, alcune demolizioni di muri interni e l’inserimento di una nuova impiantistica e di isolamenti termici. Il Progetto prevede due nuovi ingressi laterali verso il cortile interno che diventerà, a compimento dei vari Stralci, il cuore distributivo delle ex Fonderie. A piano terrà troveranno sede i locali ad uso biblioteca, l’archivio e parte degli uffici che avranno un ulteriore sviluppo al piano superiore insieme all’aula didattica. Nella parte restante del primo piano e nella torretta della palazzina verranno fatte le predisposizioni necessarie a garantire i requisiti antisismici ed energetici, ma il completamento dei locali verrà rimandato all’insediamento di ulteriori funzioni. Una volta recuperato l'edificio e trasferito l'istituto Storico nella ex palazzina uffici, saranno diversi gli scenari possibili: si potranno coinvolgere altri soggetti istituzionali, economici e associativi a formare un Comitato di gestione degli spazi pubblici delle ex Fonderie che svolga il compito di programmare le attività espositive e culturali attinenti i temi del lavoro per gestirle in loco; si potranno collocare laboratori universitari o enti e istituzioni disponibili ad un confronto attivo sui temi del lavoro, per catalizzare l'attuazione di nuove funzioni all'interno del comparto. Esternamente al comparto nel primo stralcio si interverrà su diversi fronti, innanzitutto l’area cortiliva del fronte dell’edificio verrà recuperata e riqualificata assieme ad una porzione di parcheggi esistenti posti sotto al cavalcavia. La vecchia recinzione della fabbrica verrà mantenuta interamente nella parte in laterizio, ma ridimensionata nella parte metallica, riducendo l'impatto visivo di limite non valicabile, ora non più effettivo.

GLI STRALCI SUCCESSIVI - Il secondo stralcio partirà dall'ingresso identificato per l'Istituto Storico e si svilupperà ad est verso l'interno dello stabilimento attraverso l'implementazione di spazi flessibili, modulari, a disposizione di chi intende creare imprese, prodotti, prototipi, ricerca, iniziative connesse alle nuove tecnologie applicate all'automotive, ai mezzi di trasporto e alla mobilità in genere. La funzione di guida e di coordinamento di questa fase è affidata a Democenter. All'interno dell'intero stralcio che prevede il recupero edilizio di locali aventi una SU complessiva pari a circa 5.000 mq si ipotizza un primo step di circa 2.500 mq di SU che potrà vedere il coinvolgimento di Fondazione_CRMO o di un Fondo di investimento ad hoc.

Il terzo stralcio prevede il recupero di ulteriori 5.000 mq circa di SU sempre per funzioni legate alla ricerca ed all'innovazione; con questo stralcio si completerà il recupero dell'intero immobile industriale e quindi complessivamente con l'attuazione dei primi tre stralci verrebbero ristrutturati ed utilizzati spazi e locali aventi una superficie pari indicativamente a 12.000 mq di Su. Anche per il terzo stralcio l'attuazione potrà avvenire per singoli step autonomi attraverso un progetto che ogni soggetto potrà attuare con modalità diversificate. I primi tre stralci concorrono alla realizzazione della struttura principale e caratterizzante del Comparto dove potranno trovare sistemazione anche parti legate all'ospitalità come mini foresterie, spazi per bar e ristoranti.

Infine il quarto stralcio riguarderà la realizzazione di una parte caratterizzata da funzioni più propriamente residenziali localizzate nella porzione est del comparto. Si ipotizza al momento di realizzare un numero limitato di nuovi fabbricati residenziali idonei ad ospitare una ventina di nuovi alloggi con una SU non superiore ai 1.500 mq.

I TEMPI - Nella definizione del cronoprogramma i tempi di attuazione del Primo Stralcio saranno dettati da quanto previsto dal Bando Regionale, che prevede l’aggiudicazione dell’appalto entro il 31/12/2019 e il termine dei lavori entro il 31/12/2021. Per i restanti stralci le tempistiche dipenderanno dagli iter amministrativi necessari, ma soprattutto dalle risorse economiche a disposizione, sulel quali incombe un enorme punto interrogativo. Non a caso il Comune spcifica: "Per garantire un’efficace e plausibile attuazione degli stralci successivi che porti a compimento in tempi certi la riqualificazione dell'intera area, sarà fondamentale e auspicabile anche il coinvolgimento di imprese ed operatori privati come l’avvio di un processo di auto sostenimento economico e gestionale che possa generare ulteriori risorse. L’Amministrazione Comunale sta sviluppando, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, con la Fondazione Democenter-Sipe e UniMorRe, un progetto denominato Autotech finalizzato a creare un volano di crescita per le startup tecnologiche nel settore dell'Automotive e più complessivamente della mobilità sostenibile".

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