Ripartono i cantieri dei chioschi, Italia Nostra richiama ancora la Soprintendenza

L'associazione fa notare come la sentenza del Tribunale avesse indicato la necessità di un nuovo progetto che prevedesse materiali diversi e in sintonia con il parco

Nei giorni scorsi sono stati riattivati i cantieri dei chioschi in costruzione nel Parco della Rimembranza di Modena, rimasti interrotti come noto ormai a tutti i modenesi per alcuni anni dopo il sequestro penale. Il Tribunale di Modena ha però assolto in primo grado tutti gli imputati sia per illecito/danneggiamento di bene culturale, sia per abuso edilizio/urbanistico, consentendo così di sbloccare i cantieri rimasti fermi. Dopo diverse riflessioni il Comune ha quindi concesso di ripartire a due delle strutture (ex Tosco ed ex Elio), che a questo punto puntano ad aprire i battenti nella prossima primavera.

Una decisione che trova una nuova opposizione nell'associazione Italia Nostra, da subito in prima fila per contrastare la realizazione di quel progetto voluto dalla precedente amministrazione comunale, che riporta quanto contenuto nel dispositivo della sentenza del tribunale modenese sulla vicenda: "La sentenza non solo è stata appellata dal Pubblico Ministero, ma la stessa motivazione del giudice afferma la necessità che le nuove strutture siano realizzate, “attraverso un progetto di minimo impatto ambientale” “con l’utilizzo di materiali in armonia con il contesto verde e storico di riferimento” e dunque in forme di ben diversa consistenza “rispetto a quelle di cui al precedente progetto”. Di questa stessa esigenza si era fatto poi esplicitamente interprete il Soprintendente allora in servizio, che aveva in sede ufficiale dichiarato che ogni nuovo intervento nell’ambito del Parco sarebbe dovuto essere sottoposto preventivamente a una nuova valutazione dell’Ufficio di tutela a norma dell’art. 21 codice beni culturali".

La riattivazione dei cantieri dei chioschi impostati su "vaste e invasive strutture in cemento armato" allarma dunque l’associazione Italia Nostra e il Comitato per la difesa del Parco della Rimembranza che hanno richiamato l’attenzione dell’Ufficio di tutela perché sia contrastato l’automatismo della ripresa dei lavori, interrotti da oltre quattro anni, e sia riaffermata "l’esigenza di una nuova progettazione di strutture di servizio e intrattenimento doverosamente adeguateallo speciale carattere di un luogo intenzionalmente progettato e dedicato alla 'rimembranza' dei Modenesi caduti nel primo conflitto mondiale".

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