La comunità islamica di Castelfranco rinuncia al progetto moschea. Lite PD-Lega

Tramonta l'ipotesi di edificare un grande centro di preghiera nell'area "Venturina". La Lega esulta e si attribuisce la "vittoria", ma il Partito Democratico ribatte: "False verità"

Dopo anni di polemiche si è chiuso con un nulla di fatto il progetto che prevedeva la realizzazione di un Centro Islamico sul territorio di Castelfranco Emilia, una moschea di grandi dimensioni che avrebbe rappresentato un punto di aggregazione per la numerosa comunità musulmana del comprensorio. L'iter amministrativo avrebbe dovuto prevedere una variante al piano orubanistico, per trasformare la destinazione d'uso di un lotto industriale in zona Venturina appunto a luogo di culto. Nei mesi scorsi gli attuatori proprietari dell'area avrebbero dovuto presentare il Piano Urbanistico Attuativo, ma non avendolo fatto entro i termini di tempo stabiliti e non avendo chiesto alcuna proroga la variante è stata stralciata.

Per ragioni di natura economica o per altre motivazioni non note, dunque, i fedeli islamici promotori del progetto hanno rinunciato. Un dato che è stato accolto con grande entusiasmo dalla Lega Nord di Castelfranco, che insieme al Comitato Liberi di Scegliere aveva condotto una dura opposizione, definendo la scelta "scellerata". Era stato promosso anceh un referndum - non passato al vaglio della commissione - ed erano state effettuatte una serie di osservazioni tecniche alla variante urbanistica, poi condivise dalle Amministrazioni locali.

Cristina Girotti Zirotti, capogruppo della Lega, ha commentato: "Orgogliosi della 'vittoria' ottenuta, non possiamo fare a meno di ringraziare i tanti Cittadini Castelfranchesi che ci hanno sostenuto nella nostra battaglia che riteniamo, ancora oggi, di buon senso e confacente al volere della collettività a cui, di certo, non manca e non mancherà la Moschea. Tuttavia, continueremo a vigilare affinché "ciò che è uscito dalla porta non rientri dalla finestra magari attraverso un'altra 'invenzione urbanistica' e questo perché il PD, ormai al tramonto, potrebbe riprovarci con l'intento di reperire qualche voto viste le imminenti elezioni amministrative".

Una presa di posizione che ha suscitato la reazione dei democratici: "La scelta di interrompere il percorso non è stata quindi di nessun altro se non degli attuatori - ha dichiarato a mezzo nota stampa il gruppo consigliare del PD - Nessuna guerra di religione vinta dalla Lega. Il consiglio comunale non è il luogo nel quale si fanno le battaglie di religione ma è il luogo in cui si garantiscono i diritti e le libertà di tutti, all'interno delle norme e delle regole. Oggi la Lega si attesta con ogni canale possibile una presunta "vittoria": avere impedito la realizzazione di questo progetto. Una versione molto fantasiosa dei fatti è stata proposta in queste ultime settimane negli interventi in consiglio comunale, sul gruppo facebook locale (il cui regolamento - ricordiamolo - vieterebbe la propaganda politica) e sulle testate locali. Non basta sperare che ripetendo un concetto molte volte questo diventerà una verità".

"Evidentemente ci sono ancora forze che combattono, come se fossimo ai tempi delle crociate, la libertà di religione e che soffiando sul vento della paura cercano di accrescere i propri consensi - chiosano i dem castelfranchesi - Il clima politico nazionale ovviamente offre un traino non indifferente, purtroppo siamo di fronte ormai da tempo ad un nuovo linguaggio che parla quasi esclusivamente alla pancia, di certo non propedeutico ad un dibattito politico sano. Passando da eleganti epiteti attribuiti a chi osa argomentare diversamente all’ormai classico ed incostituzionale "prima gli italiani", si travisa in un lampo la realtà delle cose". 

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