Lega Nord, la rivolta degli epurati passa in Tribunale

Cristiana Nocetti e Nicola Rossi, gli ultimi in ordine cronologico ad essere espulsi dal Carroccio modenese, si sono detti pronti ad adire le vie legali contro l'attuale segreteria

Terrorismo, persecuzioni, epurazioni. Scenari da Unione Sovietica sotto la guida di Stalin? No, scenari da Lega Nord tra Secchia e Panaro sotto la guida del segretario provinciale Riad Ghelfi e del suo sottoposto, l'omologo cittadino Stefano Bellei. Questa è la versione offerta da Cristiana Nocetti, assessore all'ambiente del Comune di Sassuolo e capogruppo in consiglio comunale a Castelvetro della formazione Pdl-Lega Nord, all'Agenzia Giornalistica Dire. L'assessore era stato espulso dal partito una decina di giorni prima il congresso provinciale tenutosi a Campogalliano, congresso in cui avrebbe voluto candidarsi.

DITTATURA PADANA - Interrogata sui bilanci della Lega Nord di Modena, la Nocetti ha spiegato di non averne mai visto uno in tutti questi anni: "E credo che neanche gli altri militanti li abbiano visti, non sappiamo come vengono gestiti i fondi". Questo mentre il revisore dei conti Paolo Marschek, fresco di nomina dal congresso, ha assicurato la bontà dei "conti padani" in terra modenese. "Abbiamo una segreteria provinciale - ha rincarato Cristiana Nocetti - che ha sempre applicato lo statuto in maniera irregolare", parlando di vere e proprie "condizioni di terrorismo" e di "persecuzioni" ai suoi danni da parte dei vertici modenesi del Carroccio. "Sono pronta ad agire per vie legali - ha assicurato - e ho già individuato i possibili reati: violenza privata, ingiuria, diffamazione". Le circostanze della sua espulsione, ha concluso, dovrebbero essere esposte in una conferenza stampa che verrà convocata nei prossimi giorni. 

DIFFAMAZIONE - Tornando in città, un altro ex leghista, Nicola Rossi, è tornato in guerra con la direzione geminiana del partito. Stefano Bellei, segretario cittadino, gli ha infatti rimproverato la gestione di 21mila euro di fondi del gruppo consiliare per "pubblicità" di stampo personale, paragonandolo al tesoriere Francesco Belsito, attualmente sotto inchiesta. Rossi, messosi in proprio con Lega Moderna, ha annunciato querela per diffamazione: "Sono sempre stato contro le denunce collegate alla politica ma in questo caso di politica c'è ben poco e sono costretto ad agire".

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