Legambiente e Comitato Salviamo Gigetto: "Si continua con la logica del rattoppo"

Le due associazioni criticano gli investimenti mai incisivi compiuti sulla linea Modena-Sassuolo. E sull'inquinamento: "Le maggiori emissioni sono date dalle soste al semaforo, non dai passaggi a livello"

Anche il Comitato Salviamo Gigetto e Legambiente Modena tornano a farsi sentire sull'annosa questione del treno Modena-Sassuolo, che proprio in queste ultime settimane vede da un lato un preoccupante incremento dei guasti ai passaggi a livello di Modena città e dall'altro il rincorrersi di promesse circa nuovi interventi strutturali da parte della Regione.

Le due associazioni sono da sempre critiche verso la gestione della tratta e lo confermano anche in questa occasione: "Da anni si affastellano interventi ed investimenti che avrebbero dovuto potenziare la linea, ma che invece non sono riusciti a migliorare stabilmente il servizio e a renderlo più affidabile; la realizzazione della nuova sottostazione elettrica, l’arrivo dell’ETR 350 e l’adeguamento delle banchine risultano interventi disarticolati incapaci di risolvere i problemi della linea e orfani di una visione compiuta di mobilità sostenibile. Se l’obiettivo è incentivare l’uso del trasporto pubblico e ridurre gli spostamenti privati per contribuire a migliorare l’aria che respiriamo e le città che abitiamo allora non sono sufficienti interventi puntuali e incompleti ma è necessario che la Regione e tutti gli enti interessati intervengano con una visione più ampia sull’integrazione oraria e tariffaria con gli altri mezzi pubblici, sulla trasformazione da ferrovia regionale a servizio metropolitano con il prolungamento della linea fino a Carpi, su un’efficace comunicazione, sulla ristrutturazione con possibilità di plurifunzionalizzazione delle stazioni e la riqualificazione e rigenerazione urbana del contesto in cui sono collocate e sul miglioramento dei controlli anti-evasione e di sicurezza dei passeggeri".

Di contro, le acque sono invece ancora molto piatte. "Si continua ad assistere, invece, a una serie di interventi-tampone, parzialmente e non efficacemente risolutivi di problemi emergenziali di quella che, ricordiamo, è la terza linea più frequentata della Regione - proseguono Legambiente e Comitato -  La questione rotabili, ad esempio, resta ancora nella sostanza irrisolto: l'arrivo dell’elettrotreno ETR.350 ha parzialmente migliorato la qualità del servizio, ma a tutt'oggi ne continua a girare giornalmente solamente uno, e nemmeno per tutta la giornata. Non c'è ancora traccia dei famosi treni Firema Alfa 2 noleggiati dalla Campania, promessi addirittura per il marzo 2017. 
Il risultato è che sulla linea viaggiano diverse tipologie di rotabili e non è chiaro se nel futuro verranno uniformati in modo da garantire, oltre al comfort, il trasporto biciclette così da aumentarne ulteriormente l’utenza".

Le due associazioni rimarcano poi la storica posizione rispetto alle interferenze dei passaggi a livello con il traffico veicolare: "Vorremmo evidenziare che i tempi di chiusura dei passaggi a livello, correttamente funzionanti, nell’arco delle 24 ore sono nettamente inferiori rispetto a quelli dei semafori rossi. Conseguentemente anche il numero dei veicoli in sosta ai passaggi a livello è di gran lunga inferiore rispetto a quello in sosta al semaforo rosso. Lo dimostrano i risultati emersi da un rilevamento effettuato nelle ore di punta (7.00-9.00; 12.00-14.00; 17.00-19.00) a febbraio 2017 dai volontari di Legambiente e Salviamo Gigetto all’incrocio tra Via Morane e Via Don Minzoni: nelle 6 ore di rilevazione le sbarre del passaggio a livello sono rimaste chiuse per 49 minuti e vi hanno sostato 965 auto (di queste, tra l’altro, solo 23 hanno rispettato l’obbligo di spegnimento del motore), mentre il rosso dei semafori è durato 236 minuti (quasi 4 ore!) e vi hanno sostato 10.523 automezzi."

"E’ chiaro quindi - chiosano - che i quantitativi maggiori di emissioni inquinanti sono imputabili alla sosta al semaforo rosso e non a quella al passaggio a livello, e che pertanto, l’eliminazione di quest’ultimo, non sarebbe risolutiva del problema".

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