"Scusate, ma situazione è insostenibile", sciopero e lettera ai cittadini dagli autisti Seta

Anche oggi una giornata dura per chi viaggia sui mezzi pubblici, cui è stata indirizzata una lettera da parte dei sindcati che hanno indetto lo sciopero. Dito puntato non solo sul contratto di lavoro, ma anche sulle condizioni precarie dei mezzi in circolazione

"Cara cittadina e caro cittadino... noi stiamo lavorando per te". Si rivolgono direttamente agli utenti del trasporto pubblico i lavoratori di Seta, la spa dei trasporti pubblici di Modena-Reggio-Piacenza che ormai compie sei anni, e i loro sindacalisti Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, F.N Ugl.A. Lo sciopero di oggi, mentre ad esempio a Modena i bus circolanti calano a vista d'occhio a metà mattina, è il secondo di 24 ore cosi' come il terzo degli ultimi due mesi. E di certo non sarà l'ultimo, se le relazioni dentro l'azienda presieduta da Vanni Bulgarelli e diretta da Roberto Badalotti non miglioreranno. 

Sulla sicurezza dei mezzi e gli orari di lavoro, i due principali fronti aperti dai sindacati dentro le trattative per armonizzare i contratti tra le diverse province servite, secondo i lavoratori "continua in maniera inspiegabile l'atteggiamento di totale chiusura e silenzio da parte dei vertici aziendali". Ma appunto, è nella lettera aperta "al cittadino utente", illustrata questa mattina in conferenza stampa nella sede Seta di strada Sant'Anna a Modena, che vengono rimesse in fila le principali questioni aperte, da mesi e da anni. Si evidenzia quanto sia cruciale per i lavoratori poter offrire "un servizio di qualità" tramite "autobus idonei e dignitosi, che arrivino in orario e che non si fermino o peggio si incendino" durante il tragitto, "lasciando a piedi studenti, lavoratori, anziani" in primis. 

Nella lettera dei lavoratori di Modena, Reggio e Piacenza viene poi rivendicato "il diritto a un contratto giusto e dignitoso e soprattutto uguale per tutti" e tre i bacini emiliani: si tratta proprio del tema posto a più riprese da Bulgarelli e Badalotti, ma evidentemente in un modo che tuttora non piace a sindacati e autisti.

Il punto è come evitare di trasformare "i mezzi pubblici in carri di bestiame", si rifanno i sindacati a qualche cronaca cittadina, pur in presenza di "autobus obsoleti e vecchi di vent'anni e più, stipendi da 1.000 euro al mese, straordinari e ferie obbligatori, turni di lavoro che arrivano anche a 13 ore e mezza giornaliere, flessibilità obbligatorie", con lavoratori che vengono a sapere del turno di propria competenza solo "giorno per giorno". Si tratta di una situazione "insostenibile per noi e per te, caro cittadino", si segnala quindi nel documento auspicando una svolta attraverso "profondi cambiamenti", ossia di "investimenti da parte della direzione aziendale in risorse umane e mezzi adeguati". 

In sostanza, il personale Seta conclude cosi': "Ci scusiamo per il disagio arrecato in questo giorno di sciopero, ma ti preghiamo- è di nuovo l'invito al cittadino- di comprendere le ragioni della nostra lotta" e di "sostenerci". Intanto, anche i sindacati di base non mollano. In piazza Grande a Modena una quindicina di persone sta presidiando con bandiere e striscioni, nell'ambito dello sciopero generale convocato da Usb-Cobas-Cib Unicobas con manifestazioni nelle principali città. L'Usb ha di nuovo chiesto un incontro al sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli e ai suoi assessori, "per illustrare la difficile situazione lavorativa nel territorio modenese".

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