Lezioni domenicali di arabo nella scuola elementare, Forza Italia: "Idea folle"

Il senatore Enrico Aimi (FI) si scaglia contro il progetto che partirà a San Felice s/P e interroga il Ministro. L'associazione islamica La Pace gestirà la struttura scolastica e le lezioni a circa 200 bambini stranieri, ma aperte anche agli italiani

"Va al di là di ogni logica e buon senso, e nulla ha a che fare con l’integrazione e la convivenza civile". Con questa considerazione il senatore modenese Enrico Aimi (Forza Italia) stronca il progetto nato a San Felice sul Panaro e che da qualche giorno sta facendo discutere il paese. Il Consiglio di Istituto delle scuole elementari ha infatti deciso di concedere, ogni domenica, dalle 9 alle 12:30, i locali della scuola all’associazione La Pace per insegnare l’arabo a 200 bambini di origine nordafricana e ad eventuali bambini italiani o di altre origini che volessero prendervi parte, per un costo di 10 euro mensili.

"Siamo di fronte a un utilizzo assolutamente improprio, folle, se non addirittura illegittimo, di locali pubblici che diventano luoghi di indottrinamento religioso - tuona Aimi - Un utilizzo avallato da quella sinistra sempre pronta alle critiche quando si tratta di puntare il dito contro la presenza del crocifisso nelle aule o della benedizione pasquale una volta all'anno. La scuola dovrebbe essere luogo preposto alla vera integrazione di questi bambini, dovrebbe organizzare corsi speciali di italiano, di educazione civica e di studio della Costituzione, altro che insegnare i principi dell’Islam e del Corano!".

Gli organizzatori hanno precisato che si tratterà di semplici lezioni di lingua e non di catechismo islamico, ma il senatore forzista ritiene invece che i ragazzi saranno "indottrinarli sui principi dell’Islam e del Corano". Aimi spiega: "La nostra Costituzione parla chiaro: l’art. 8 specifica che le confessioni religiose devono regolare i propri rapporti con lo Stato Italiano attraverso la stipula di una Intesa. E la religione islamica è l’unica che non l’ha ancora fatto. Troppo comodo restare nel limbo normativo con la scusa di non riuscire a mettere d’accordo le litigiose comunità islamiche, quando il problema vero, qui, è quello di non voler sancire, nero su bianco, il rispetto dei principi democratici della nostra Costituzione. Cosa dice il Comune al riguardo? Quella sinistra, sempre pronta a invocare la laicità delle Istituzioni, ora ‘regala’ un locale pubblico, una scuola, alla comunità islamica. La vicenda sarà da me debitamente segnalata alla competente Prefettura e al Ministero dell’Istruzione e degli Interni, con una interrogazione parlamentare".

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