Chiusura del Punto Nascita di Pavullo, M5S: "Errori nella richiesta della Regione al Ministero"

Giulia Gibertoni (M5S) ha presentato una interrogazione segnalando alla Giunta che i tempi di percorrenza e i km tra l’area del Frignano e gli ospedali di Modena e Sassuolo, indicati nella richiesta di deroga al ministero, sono inferiori a quelli reali

Tempi di percorrenza inferiori rispetto a quelli reali, così come i km da percorrere per raggiungere i punti nascita alternativi a quello di Pavullo: è quanto la Regione ha messo nero su bianco all’interno della richiesta di deroga inviata al Ministero della Salute che poi l’ha rigettata decretando così la chiusura del Punto nascite. Un errore che, secondo Giulia Gibertoni, dovrebbe rappresentare il punto cardine per presentare un’istanza di riesame del parere consultivo da parte del Ministero e quindi dare una nuova speranza di sopravvivenza per la struttura dell’Appennino modenese.

“Come ha ben evidenziato anche il Comitato "Salviamo l'Ospedale di Pavullo", all’interno della richiesta di deroga sia le distanze che i tempi di percorrenza dai centri serviti fino a ieri dal punto nascita alle prime strutture ospedaliere dove poter partorire sono inesatte – spiega Giulia Gibertoni – Ci sono differenze anche di 8 km che, trattandosi di strade di montagna, significano anche diversi minuti in più che potrebbero diventare fondamentali in situazioni di emergenza".

Un esempio? La distanza tra Pievepelago e Modena è stata calcolata come 70,2 km quando invece per la consigliera pentastellata è di 8 km superiore. Una differenza che incide ovviamente anche sui tempi di percorrenza che nella richiesta di deroga è stata fissata a 93 minuti quando in realtà ce ne vorrebbero 103. E questo non tenendo costo delle zone più isolate di quei territori per le quali questi calcoli potrebbero comunque risultare molto riduttivi.

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Ecco perché Giulia Gibertoni ha deciso di presentare una interrogazione dove chiede formalmente alla Regione di presentare una richiesta di riesame del parare consultivo che ha di fatto decretato la chiusura del Punto nascite di Pavullo. “I notevoli disagi che si sono verificati durante la nevicata di qualche settimana fa dimostrano come le partorienti dell’area del Frignano non possono fare a meno di un punto di riferimento importante come il Punto nascite sul proprio territorio, anche alla luce del fatto che il servizio di elisoccorso notturno riguarda solo la zona di Pavullo ed è precluso alle donne in travaglio e che quanto già fatto dall'ASL di Bologna rispetto alla debolissima soluzione di rimediare alla chiusura del punto nascite creando un "servizio alberghiero" in città per le partorienti dell'Appennino si è rivelato un totale fallimento. Per questo – conclude Giulia Gibertoni – ci aspettiamo che la Regione accolga la nostra richiesta e presenti questa istanza di riesame. Se per davvero si vuol fare gli interessi dei cittadini la decisione di chiudere il Punto nascite non può essere accettata senza aver provato in tutti i modi a ristabilire la realtà dei fatti”.

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