Autostrade, istituzioni e mondo economico in pressing sul Governo: "L'Emilia-Romagna non si ferma"

Oggli l'incontro dei rappresentanti degli enti locali, delle imprese e dei sindacati per chiedere al Governo di sbloccare opere finanziate e autorizzate e far partire subito Passante di Bologna, Campogalliano-Sassuolo e Cispadana. Fuori il presidio di Legambiente

La richiesta di sblocco delle infrastrutture, a partire dal Passante autostradale di Bologna, dalla bretella Campogalliano-Sassuolo e dall’autostrada regionale Cispadana, è stata ribadita questa mattina nel corso della manifestazione pubblica indetta dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune e dalla Città Metropolitana di Bologna, che ha visto la partecipazione di centinaia di persone che hanno riempito la Sala Maggiore del Palazzo della Costituzione, nel capoluogo regionale. Incontro aperto dal sindaco del Comune e della Città Metropolitana di Bologna, Virginio Merola, e chiuso dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini. In mezzo gli interventi degli assessori regionale e comunale alle Infrastrutture e trasporti, Raffaele Donini e Irene Priolo. A prendere la parola sono poi stati i rappresentanti del mondo imprenditoriale e dei lavoratori: Enrico Postacchini (imprese del commercio e del turismo), Giovanni Savorani (imprese industriali); Giovanni Monti(imprese cooperative); Stefano Betti (costruttori edili); Eugenia Bergamaschi (imprese agricole); Giuliano Zignani (sindacati Cgil, Cisl e Uil); Giovanni Lusa(imprese manifatturiere); Dario Costantini (imprese artigiane).

Da tutti la richiesta a Governo e ministero delle Infrastrutture di permettere l’apertura dei cantieri.  E un primo risultato, la manifestazione l’ha già ottenuta. È infatti di ieri la lettera invito del ministro Danilo Toninelli al presidente Bonaccini, al sindaco Merola e alle associazioni imprenditoriali per un incontro a Roma il prossimo 20 marzo per un confronto sia sul Passante autostradale di Bologna, con le modifiche al progetto di cui più volte si è parlato sui mezzi di informazione nei mesi scorsi senza alcun coinvolgimento degli enti locali e della Conferenza territoriale dei servizi, nel frattempo sospesa dal ministero, sia su altre infrastrutture in Emilia-Romagna.

"Dall'Emilia-Romagna è arrivato oggi un messaggio molto forte e molto chiaro: non ci rassegniamo alla recessione e vogliamo realizzare quegli investimenti e quelle infrastrutture che soli possono sostenere il lavoro e la competitività delle sue imprese- ha detto Bonaccini-. Non è accettabile bloccare opere concordate, progettate e finanziate: in un Paese normale non si blocca tutto col cambio di un Governo né si stracciano i contratti sottoscritti. Non stiamo chiedendo altro che rispettare gli accordi siglati con lo Stato, senza chiedere un euro in più. Se pensano di colpire questo territorio per ragioni ideologiche o, peggio, per ragioni politiche, sappiano che pagheranno un prezzo molto caro, ma soprattutto lo faranno pagare al Paese. Se si ferma l'Emilia-Romagna si ferma l'Italia".

Per quanto riguarda nello specifico l'opera interamente modenese, la Campogalliano-Sassuolo,  il progetto esecutivo è stato inviato, nel dicembre scorso, dalla società di progetto AutoCS al ministero dei Trasporti per la sua validazione tecnica. Il 12 febbraio, il Dicastero ha fermato il processo di approvazione finale e comunicato l’intenzione di sottoporre il progetto dell’infrastruttura a una valutazione costi-benefici, dopo che nell’incontro dell’ottobre precedente a Roma con il presidente Bonaccini, il ministro Toninelli aveva confermato come la competenza fosse della Regione e che quindi non c’erano ragioni per opporsi all’opera. L’opera sarebbe già cantierabili entro l’estate.

Mentre all’interno delle Fiere di Bologna si svolgeva l'evento, attivisti di Legambiente, comitati, semplici cittadini hanno dato vita ad una contromanifestazione all'esterno della struttura: “Abbiamo solo due generazioni per salvare il pianeta dal cambiamento climatico, vogliamo che si sblocchino cantieri utili per il lavoro ma anche per l'ambiente - commenta Legambiente - Quelli di cui si parla oggi sono all’insegna del consumo di suolo e dell’inquinamento. Ci piacerebbe vedere le stesse istituzioni, assieme al Governo, a manifestare per un grande Piano a favore del trasporto pubblico, dei treni, della mobilità ciclabile: opere utili anche per liberare la Pianura padana dalla sua cappa di smog”.

“Oggi si vuole lanciare al resto del Paese il messaggio che per l’Emilia Romagna le opere prioritarie sono le autostrade - commenta Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia Romagna – In politica i simboli sono importanti, e quello di oggi è profondamente sbagliato ed anacronistico. Se molte delle organizzazioni della regione vogliono manifestare sotto questa bandiera – continua Frattini -   noi siamo qui a dire che la direzione da prendere invece è un’altra”.

Immagine presidio-2

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