Denunce ai lavoratori in sciopero, Cgil e Fiom manifestano davanti alla Prefettura

Quanto sta accadendo intorno alla vertemza della Frama Action di Novi ha convinto il sindacato a scendere in piazza, lunedì 25 febbraio in viale Martiri: "Saremo 800"

“I lavoratori non vanno puniti quando protestano, ma vanno ascoltati”. Così hanno aperto stamattina la conferenza stampa il segretario della Cgil di Modena Manuela Gozzi e il segretario della Fiom Cesare Pizzolla per presentare il presidio di lunedì prossimo 25 febbraio davanti alla Prefettura. Scopo del presidio (ore 10-12, viale Martiri della Libertà, 34) sarà quello di denunciare l’inadeguatezza del sistema legislativo di questo Paese dove i presidi dei lavoratori vengono trattati come mero problema di ordine pubblico, senza valutare le motivazioni che stanno alla base della protesta. 

Fa scuola il caso più recente della vertenza Frama di Novi di Modena, dove 9 lavoratori e i sindacalisti sono stati denunciati perché manifestano per difendere il loro posto di lavoro, mentre l’azienda che chiude e delocalizza le attività in un’altra parte del mondo, non ha alcun vincolo. "Il caso Frama evidenzia, ancora una volta, la necessità di regole più stringenti che vincolino le imprese e le multinazionali al territorio e alla responsabilità sociale d’impresa come previsto dall’art. 41 della Costituzione italiana. Da un lato, infatti, i lavoratori in presidio dal 21 dicembre scorso, vedono fioccare denunce da parte dell’azienda mentre stanno difendendo il loro posto di lavoro, dall’altra, l’azienda si ritiene libera di procedere alla chiusura con il semplice obbligo di rispettare i 75 giorni della procedura sindacale per licenziamento collettivo. Le soluzioni alla vertenza non possono tener conto solo degli indicatori economici aziendali, ma anche degli aspetti sociali che tale scelta di chiudere determina. A maggior ragione come nel caso Frama, dove, con un po’ più di tempo a disposizione, si potrebbe trovare la soluzione per mantenere azienda e posti di lavoro sul territorio con il subentro di un nuovo soggetto imprenditoriale". 

Il presidio di lunedì prossimo che si annuncia imponente per la partecipazione di delegati, lavoratori e pensionati di tutta la Cgil di Modena e di delegazioni da tutta la Regione Emilia Romagna (sono attese 7-800 persone), ha quindi lo scopo di denunciare, non il ruolo di chi a livello territoriale è tenuto a far rispettare l’ordine pubblico, ma il sistema di regole e leggi nazionali (compreso il Decreto Sicurezza) che penalizzano i lavoratori che manifestano per i loro diritti e il loro futuro. 

I lavoratori e il sindacato non protestano a prescindere, ma per "reazione all’attacco ai diritti: non si deve reprime, ma si devono ascoltare le ragioni della protesta che, come nel caso della Frama, è una reazione di “legittima difesa” all’attacco del diritto al lavoro e alla messa in discussione del futuro dei lavoratori e delle loro famiglie". Queste le ragioni che la Cgil e la Fiom porteranno all’incontro con il Prefetto di Modena lunedì mattina 25 febbraio, previsto intorno alle ore 11.30. 

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