Patto di Stabilità e Manovra: l'ira funesta del Sindaco Pighi

Il primo cittadino chiede modifiche drastiche al provvedimento che congela ingenti risorse del Comune: "Un esproprio del Governo ai danni dei modenesi". Pericolo tagli ai servizi, aumento Irpef e imposta di soggiorno

Dopo un bilancio da lacrime e sangue, su Modena si abbatterà anche una manovra governativa da lacrime e sangue. Questo è il quadro delineato stamattina in Comune da un Sindaco Giorgio Pighi furioso come non mai: nel biennio 2011-2012 in piazza Grande mancheranno oltre 60 milioni di euro metà di questa cifra sarà dovuta ai tagli già previsti prima della manovra di agosto (12 milioni nel 2011 e 18 nel 2012), mentre quasi 34 milioni (8,8 nel 2011 e 25 nel 2012) dovranno essere di risparmi da mettere a disposizione del ministero dell'Economia eper la riduzione del debito pubblico.

QUALI IDEE? - Un Pighi in trincea e battagliero come in poche occasioni ha annunciato che non mancherà alla manifestazione dell'Associazione Nazionale dei Comuni che si terrà a Milano il 29 agosto per chiedere modifiche drastiche alla manovra: “Quale idee abbiamo? Più che altro bisognerebbe chiederlo al legislatore dato che in queste condizioni è impossibile chiedere ai miei dirigenti di fare i conti e di impostare una strategia: in Parlamento, la maggioranza attualmente ha in serbo una decina di proposte e anche l'opposizione non starà a guardare”.

PATTO DI STABILITA' - Il problema è sempre quello, il vituperato Patto di Stabilità: “Non so come spiegare ai cittadini che abbiamo dei soldi che non potremmo spendere per colpa del patto di stabilità – spiega il Sindaco - La situazione è folle, abbiamo un bilancio di 210 milioni ma non possiamo investire. Questi sono soldi dei modenesi, non del governo, è un esproprio ai danni dei modenesi e dei comuni più virtuosi”.

BILANCIO - Non si potrà spendere, ma Pighi mette due mani sul fuoco per garantire la qualità delle casse comunali e la liceità delle prossime correzioni di bilancio: “Non cadiamo in equivoci, i nostri conti sono in perfetto ordine, siamo tra i comuni meno indebitati d'Italia – sostiene - Le correzioni che andiamo a fare in corso d'opera sono in linea con quelle dello scorso anno e addirittura ridotte rispetto a quelle degli anni precedenti. Non c'è nessun buco del bilancio, c'è la busta dei soldi da Roma che è leggera. Dovendo contribuire alla riduzione del debito pubblico attraverso il Patto di Stabilità che obbliga al raggiungimento di saldi di bilancio positivi e crescenti nel tempo, il Comune di Modena dovrà immobilizzare 75 milioni di euro per il triennio 2011-2013”.

CONSEGUENZE - In caso di mancata modifica della manovra, il Comune non esiterà a mettere le mani nelle tasche dei cittadini: saranno necessari tagli drastici ai servizi, aumento dell'addizionale Irpef (in città l'aumento massimo potrebbe essere del 0,3% che però potrà coprire non oltre il 40% della nuova tranche di tagli), introduzione dell'imposta di soggiorno (per Modena non c'è ancora un'ipotesi dell'ammontare di questa eventuale nuova gabella) e dismissioni del patrimonio immobiliare e delle quote nelle società partecipate a prezzi di saldo se effettuate in situazioni congiunturali sfavorevoli. A ciò si aggiunge anche l'eventuale e ulteriore rinvio dei pagamenti dei fornitori.

 

 

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