Il marito della Kyenge: “Ho votato Lega, ma Calderoli si scusi”

Domenico Grispino si lascia andare ad un'intervista senza freni. Alle regionali il suo voto è andato al vicesindaco di Sassuolo Menani, segno che tra le fila del Carroccio ci sono "anche persone equilibrate". Cosa ne dirà la moglie?

I principali quotidiani nazionali hanno anticipato i contenuti di un'intervista che uscirà domani sul settimanale Gente, che vede protagonista Domenico Grispino, marito del Ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge. L'ingegnere calabrese, trapiantato nel modenese insieme alla famiglia, si lascia andare a quelle dichiarazioni “scottanti” che tanto piacciono al clima gossipparo di ferragosto, ma che probabilmente la stessa moglie non gradirà più di tanto.

Al settimanale Grispino avrebbe infatti confessato una sua scelta politica, a dir poco in contrasto con le idee della moglie e con ultime vicende personali che l'hanno vista al centro di infinite polemiche. Nel segreto dell'urna, il marito della Kyenge avrebbe infatti votato per la Lega Nord. “Io non sono certo leghista - ha spiegato grispino - ma dico che ci sono anche persone equilibrate come Luca Zaia o Flavio Tosi e che alle ultime regionali ne ho perfino votato uno: Gian Francesco Menani”.

Ma quanto accaduto finora tra il Carroccio e la moglie, non sfugge però alla critica dell'ingegnere, attuale dirigente del Consorzio Attività Produttive, che non perdona le offese del senatore Calderoli: “L'unico a cui Roberto Calderoli non ha chiesto scusa sono io – dichiara a Gente - Non mi aspetto scuse pubbliche, perché non mi interessano. Però...”. Tuttavia, sempre in spregio alla pace familiare, Grispino sottolinea di non aver condiviso la scelta di Cecile di disertare la festa della Lega Nord a cui era stata invitata per un confronto: “Doveva andare. Anche senza scorta, e non le sarebbe successo niente. Anzi, le avevo anche consigliato di andare a sorpresa, all'ultimo momento. Ma sa com'è, tra scorta e meccanismi di sicurezza...”.

Che Domenico fosse uno spirito libero si era intuito anche qualche giorno fa, quando su Facebook aveva rilanciato la petizione del Fatto Quotidiano contro la riforma costituzionale, liquidando chi siede al Governo con l'espressione “4 somari prestati alla politica”. Sempre per il già citato quieto vivere in famiglia.

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