Vandalismi, Pd a muso duro contro Questura e Salvini. La Lega: "Scaricabarile ridicolo"

Gli strascichi del corteo si ingarbugliano nel rimpallo di responsabilità figlio anche della campagna elettorale. Critiche molto dure dal Pd modenese alle istituzioni, mentre la Lega sottolinea come la responsabilità della manifestazione fosse in capo a Muzzarelli

Il Partito Democratico non risparmia posizioni dure nei confronti delle autorità statali per quanto accaduto ieri pomeriggio in città I segretari provinciale e cittadino del Pd modenese Davide Fava e Andrea Bortolamasi e la deputata Pd Giuditta Pini denunciano i vandalismi degli antagonisti ma mettono in luce "l’evidente strumentalizzazione" dei fatti da parte del Ministro dell’Interno, cui è stata rivolta anche un'interrogazione parlamentare. 

Il segretario cittadino dem, Andrea Bortolamasi, commenta: "Era ampiamente prevedibile quello che è successo. Siamo stati l’unico partito, a esprimere il nostro totale dissenso sul percorso e le modalità della manifestazione annunciata (in seno al comitato per l'ordine pubblico riuniosi in Prefettura, ndr). Siamo stati totalmente inascoltati. Risultato una Festa con una partecipazione come non si vedeva da tempo è stata rovinata da un gruppo di imbecilli. E questo in una giornata di Festa, di grande afflusso turistico, con le persone che erano al lavoro a cui è stato impedito di farlo per una gestione scellerata dell’ordine pubblico. A loro va la mia piena solidarietà, come va il mio ringraziamento ai tanti volontari e dipendenti comunali che in queste ore hanno già ripristinato il decoro urbano cancellando le scritte e gli atti vandalici. La Questura ha detto che è andato tutto bene, Salvini che il centro è stato devastato: si mettano d’accordo. Il centro è stato sì vandalizzato, non certo devastato (le parole sono importanti) ma le immagini che abbiamo visto ieri non appartengono alla storia di Modena. Mi auguro che chi ha avuto responsabilità precise ne risponda: la gestione dell’ordine pubblico spetta al Ministero dell’Interno e ai suoi organi locali, non ad altri”.

"Il ministro dell’Interno ha il dovere di tutelare la sicurezza dei cittadini, di garantire che le manifestazioni del 25 aprile si svolgano in tranquillità, non quelle di gruppi che scendono in piazza per causare più danni possibili - rimarca il segretario provinciale Fava - I modenesi non possono tollerare un attacco alla Festa della Liberazione, base della nostra democrazia, e a coloro che stanno lavorando, come è capitato a tutti gli esercenti di attività commerciali che hanno dovuto chiudere o rimanere in ostaggio di un gruppo lasciato libero di fare".

Se per il Pd le responsabilità sono del Viminale, quindi implicitamente della Lega, per il Carroccio la colpa va addossata al sindaco di Modena, ovvero al Pd.  “Accusare il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, per i disordini arrecati al centro di Modena dal corteo di 300 anarchici non fa solo ridere ma è anche inaccettabile. Basterebbe studiare un attimino prima di lanciarsi in accuse sterili, infondate, figlie di acrobazie ideologiche senza fondamenta”. La segreteria provinciale modenese della Lega interpreta così: “L'articolo 54 del TUEL (Testo unico Enti locali) non lascia spazio all'interpretazione: esso dispone che “il Sindaco quale ufficiale di governo, sovrintende alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto” e “concorre ad assicurare anche la cooperazione della polizia locale con le Forze di polizia statali” .Inoltre il Sindaco, sempre quale ufficiale del Governo, può adottare "con atto motivato provvedimenti, anche contingibili e urgenti nel rispetto dei princìpi generali dell’ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana”.

"Piuttosto, la vera domanda è un'altra – rincara la segreteria del Carroccio - come mai quel serpentone di 300 anarchici provenienti da diverse parti d'Italia come Bologna, Roma, Torino, Salerno, Firenze e Trento ha scelto proprio la città di Modena per la propria manifestazione contro i Cpr (Centro per i rimpatri)? Forse che la sinistra che amministra da sempre la città abbia creato quell'humus ideale nel quale coltivare quall'antifascismo postumo e posticcio, usato da posizioni di potere, in assenza ormai secolare del fascismo, ormai morto e sepolto? Un antifascismo diventato un mestiere travestito da missione, una speculazione mascherata da rieducazione, una roba da vigliacchi e da mascalzoni".

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