Circolo di destra apre in città, sindaco e Pd chiedono verifiche. Centri sociali mobilitati

Un polverone si sta sollevando intorno all'associazione La Terra dei Padri, che propone conferenze culturali e concerti identitari. Gli antagonisti preparano una contromanifestazione "antifascista". Muzzarelli: "Controllare che il circolo rispetti la legge"

La politica modenese sta dibattendo da qualche giorno circa l'apertura del circolo culturale "La Terra dei Padri", un'associazione ideata da esponenti del mondo della destra modenese che aprirà i battenti in via Nicolò Biondo il 14 gennaio prossimo. Un'esperienza inedita per il panorama locale – che prevede già un programma dettagliato di conferenze e concerti - che non ha mancato di suscitare reazioni in città.

Già nelle scorse settimane è partita la "chiamata alle armi" degli ambienti antifascisti e dei centri sociali, che oltre a presidi e volantinaggi hanno imbrattato di scritte i muri della zona di Modena Ovest nei pressi della sede del circolo. Da viale Emilio Po al Villaggio Giardino, infatti, sono comparse decine di scritte offensive e minatorie, sia sui muri che sugli arredi urbani. Per contrastare l'apertura del circolo è stata indetta anche una manifestazione, che sabato 14 si dovrebbe svolgere nei pressi del Parco Ferrari: nei prossimi giorni la situazione sarà al vaglio della Questura, che dovrà valutare i possibili rischi per l'ordine pubblico.

A questa movimentazione è seguita anche quella della politica istituzionale. Lo stesso sindaco Gian Carlo Muzzarelli – al quale il circolo aveva esteso l'invito a presenziare all'inaugurazione – chiede che si faccia chiarezza. "Chiedo alle autorità che devono vigilare sull'ordine pubblico e sul rispetto delle leggi, di essere rigorosi e controllare che il nuovo circolo "Terra dei Padri" rispetti come ogni altro le norme vigenti e non sia veicolo di idee di odio e di apologia del fascismo, che sono contrarie ai principi costituzionali su cui è fondata la nostra Repubblica", ha sottolineato Muzzarelli richiamandosi ai valori dell'antifascismo, aggiungendo però che "niente diventi pretesto per scatenare violenze e vandalismi in una città che per la sua storia e tradizione ha sempre fatto prevalere la forza del dialogo e delle idee".

Anche il Partito Ddemocratico, nel solco tracciato dal sindaco, interviene con una nota del coordinatore della Segreteria cittadina Antonio Carpentieri e della capogruppo in Consiglio comunale a Modena Grazia Baracchi: “Come sempre condanniamo vandalismi e scritte offensive, segnalati questa volta nella zona di via Nicolò Biondo, detto questo tuttavia esprimiamo forte preoccupazione per la natura dell’attività, bersaglio delle scritte, che aprirà i battenti a giorni in quella stessa zona. Le prime iniziative annunciate, infatti, dal circolo culturale “La Terra dei Padri” stridono in modo evidente con i valori di Modena, medaglia d’oro della Resistenza per la sua storia di democrazia, libertà e antifascismo – puntualizzano i democratici – A cominciare dal concerto inaugurale del gruppo di estrema destra “Topi neri”, che nelle sue esibizioni ostenta croci celtiche ed espliciti richiami a Salò e al ventennio fascista, simboli per noi di valori inaccettabili e da respingere. Come Partito democratico chiediamo a istituzioni e autorità competenti di vigilare, ricordando come nel nostro ordinamento l’apologia del fascismo sia tuttora un reato grave, contrario ai principi costituzionali su cui è fondata la nostra Repubblica.”

La Terra dei Padri, determinata a procedere secondo il calendario di iniziative riservate ai soci, ha trovato sponda nel gruppo di Forza Italia, con il consigliere Andrea Galli che ha depositato un'interrogazione al sindaco. Nel documento si esprime "sconcerto e preoccupazione per il clima sollevato da alcuni sbandati, nostalgici di altre Epoche per fortuna terminate, che hanno insozzato i muri di un Quartiere di Modena, insultato il proprietario dell’immobile dove avrà sede un Circolo culturale che aprirà a metà gennaio e minacciato gli iscritti e futuri partecipanti alle iniziative". Galli chiede a Muzzarelli di garantire il "decoro e la tranquillità non solo dei soci del Circolo nelle loro attività ma anche degli incolpevoli abitanti della zona".

Il circolo culturale, dal canto suo, ha ribadito: "A questa campagna d’odio però non intendiamo rispondere poiché non accettiamo la logica bieca e ottusa dello scontro e non consideriamo nostri interlocutori personaggi anonimi che fanno della menzogna e della diffamazione preventiva il loro unico strumento di lotta politica. Consideriamo solo intollerabile che in questa città non sia neppure possibile annunciare una nuova creatura culturale, non conformista, che subito si scatena la canea di un sedicente gruppuscolo antifascista che crea un clima di intimidazione crescente intorno all’iniziativa".

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