Province, Muzzarelli rilancia la fusione tra Modena e Reggio Emilia

Le difficoltà finanziare, culminate con la mobilità per diversi dipendenti, stanno facendo ritornare in auge la possibilità dell'unificazione con i vicini “d'oltresecchia”. Muzzarelli: “Un laboratorio nazionale”

Avanti a tutta forza verso "un ente di area vasta" con Reggio Emilia, anche perchè da Roma arrivano pochi segnali positivi, anzi. Lo ha detto il presidente della Provincia di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, incontrando ieri i dipendenti provinciali nell'aula magna dell'istituto Barozzi di Modena. "Stiamo lavorando a un progetto completamente nuovo, un'autentica sfida che riteniamo possibile per costruire l'area vasta oltre i vecchi confini delle province che non ci saranno più. E su questo tema Modena può diventare un laboratorio nazionale", ha detto Muzzarelli aprendo l'incontro pomeridiano. Attualmente, i dipendenti della Provincia sono 490 (all'incontro di oggi erano poco più di 400), senza contare i 55 dell'istituto Fermi (sei gli amministrativi) che Muzzarelli ha già chiesto di far passare sotto la gestione di Roma risparmiando quasi 2,5 milioni di euro.

Come segnalato dal sottosegretario Graziano Delrio nella sua visita a Bomporto a inizio mese, la nuova Provincia di Modena dovrà dimezzare i suoi dipendenti per reggere l'impatto della Legge di stabilità studiata dal Governo Renzi. Una parte verrà spostata in altri enti, anche statali, ma si sta facendo il punto anche coi Comuni, proprio per cercare di gestire al meglio gli esuberi. "Puntiamo a trattenere solo il personale indispensabile a far funzionare i servizi senza che nessuno perda il posto di lavoro, ma occorre la disponibilità di tutti a rimettersi in gioco anche dal punto di vista professionale", ha chiarito Muzzarelli pensando alle economie di scala anche coi municipi. Intanto, avanti coi reggiani, ma non è escluso a breve un confronto con le altre Province d'Emilia. Muzzarelli ha annunciato per lunedì un incontro con il presidente della Provincia di Reggio Giammaria Manghi e il sindaco Luca Vecchi.

Servirà a discutere, ha detto Muzzarelli in assemblea, "come mettere in campo economie di scala e servizi in comune per migliorare i servizi riducendo i costi: pensiamo a un ente di area vasta con meno dipendenti rispetto alle attuali Province, più snello e con meno competenze ma al servizio dei cittadini e dei Comuni".

Del resto, da Roma ci sono poche novità: Muzzarelli ha detto di aver scritto un sms di recente a Delrio, ma gli emendamenti che stanno uscendo sulla legge di stabilità non fanno sperare in un'autonomia vera delle nuove Province, ancorchè tagliate. Il quadro dei conti è pesante, come ha ricordato ai dipendenti la vice di Muzzarelli Maria Costi. La riunione con gli amministratori di Reggio sarà seguita a metà dicembre da un ulteriore incontro col nuovo governatore Stefano Bonaccini, per discutere soprattutto delle competenze regionali attualmente svolte dalla Provincia.

All'istituto Barozzi sono intervenuti nel pomeriggio diversi dipendenti: alcuni hanno chiesto di estendere il coordinamento avviato con i sindaci sulla eventuale mobilità dei dipendenti anche a Ausl e uffici dello Stato, altri hanno espresso disagio per il mancato riconoscimento del ruolo e dell'attività delle Province. (DIRE)

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