Piano urbanistico, M5S: "Cresme non può essere unica visione". Vandelli: "Nessun conflitto d'interesse"

I 5 Stelle modenese chiedono che il Piano Strutturale Comunale abbia una visione più differenziata e non limitata alla sola azienda Cresme. L'Assessora Vandelli ribatte dicendo che i dati sono stati forniti e non c'è conflitto d'interesse

Al centro del dibattito politico modenese, si è tornati a parlare di Cresme, argomento che vede in questi giorni lo scontro politico tra M5S e PD. Cresme è l'azienda che fornisce al settore privato e alle istituzioni pubbliche informazioni e know-how per descrivere e prevedere l’andamento dell’economia e del mercato delle costruzioni al livello territoriale, nazionale e internazionale. Il dissidio tra le due forze politiche nasce dal fatto che i 5 Stelle avrebbero preferito un confronto fra soggetti diversi, proprio perché Cresme ha come soci per la maggior parte società del settore privato operanti nel settore dell'edilizia e dell'industria, e questi settori strategici coincidono proprio con lo sviluppo del PSC (Piano Strutturale Comunale) che sarà in discussione a Modena nei prossimi anni.

5 STELLE: "L'AMMINISTRAZIONE AVREBBE DOVUTO APRIRE DISCUSSIONE PIU' APPROFONDITA". Secondo i pentastellati: "Sugli scenari di crescita della città indicate dal Cresme, l'Amministrazione Muzzarelli avrebbe dovuto aprire una discussione più approfondita e chiedere più interpretazioni dei dati per fare un corretto confronto fra soggetti diversi proprio nel rispetto della terzietà su argomenti così fondamentali per lo sviluppo di un territorio.In altre parole, se l'Amministrazione intende costruire un percorso che davvero permetta di dare a Modena un futuro prospero, sarebbe stato opportuno ascoltare diverse campane e diverse sfaccettature, anche in parte contrastanti, per abbracciare quanto più possibile la complessità di queste tematiche."

VANDELLI: "IL LAVORO DEI PROFESSIONISTI VA VALUTO INNANZITUTTO NEL MERITO". L’assessora Vandelli ha risposto all’interrogazione del consigliere Rabboni (M5s) sostenendo che: “Il Cresme è una società storica di ricerca, indipendente e senza scopi di lucro, fa parte di Legambiente e Ance, ed opera dal 1962 anche per il settore privato. Non c’è alcun conflitto d’interesse e, fuori da pregiudizi, il lavoro di un gruppo di professionisti va valutato innanzitutto nel merito. I primi dati a disposizione – ha proseguito– sono stati condivisi con i gruppi consiliari e tutte le forze politiche sono chiamate a fare un approfondimento e a dare un contributo, ciascuna in base alle proprie possibilità. Quella che stiamo presentando è una ricerca aperta, abbiamo lavorato anche con l’università di Ingegneria e di Economia, che ha campi di lavoro che entrano piedi e mani nello studio fatto dal Cresme. ”.

GLI ALTRI PARTITI. Per Art.1 – Mdp, il capogruppo Paolo Trande ha chiarito di non avere “dubbi sulla capacità di Cresme di fare il suo mestiere efficacemente e di essere indipendente rispetto alla committenza, aggiungedo che vi è una questione non solo formale ma di opportunità. Marco Chincarini di Per me Modena ha chiesto informazioni sui tempi del sito dedicato al percorso del Piano urbanistico: “Così possiamo cominciare a lavorare sulla piattaforma condividere i materiali e lavorare con i cittadini interessati. Si tratta di un percorso con una ricaduta importantissima."

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VANDELLI: "TUTTI GLI INTERLOCUTORI SONO CHIAMATI A DARE UN CONTRIBUTO".  Vandelli sottolinea che tale contributo è importante: "Perchè non abbiamo presentato un documento finale, ma abbiamo aperto un percorso qui in Consiglio con un primo lavoro: solo al termine i documenti del Piano verranno chiusi. Abbiamo già fatto diversi incontri e altri si svolgeranno: siamo a disposizione e la risposta è nella condivisione e partecipazione di un documento aperto a contributi. Se state chiedendo all'assessorato se intende dare un altro incarico perchè i dati e gli scenari contenuti nel lavoro di Cresme siano corretti la risposta è no, perchè non c'è bisogno: nessun interlocutore ha sin qui mostrato il minimo dubbio sulla bontà, validità e professionalità della società incaricata. A fronte di tutto ciò ìun ulteriore incarico penso sarebbe solo uno schiaffo alla città che merita che i soldi vengano spesi per rispondere a bisogni veri e concreti”.

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