Porcellum: al via la raccolta firme per il referendum abrogativo

Partita da poche ore ha già incassato 800 delle 4000 firme che il Comitato promotore spera di ottenere nella Provincia di Modena entro il 20 settembre. Parisi: "Non vogliamo un terzo Parlamento sporcato dal Porcellum"

E' stata presentata questa mattina la raccolta firme per il referendum abrogativo sulla legge elettorale Porcellum. Tale legge, voluta da Berlusconi e ideata da Calderoli, entrò in vigore a fine 2005 pochi mesi prima delle elezioni politiche che videro la formazione del Prodi II e fu approvata per abbandonare la precedente legge elettorare, il Mattarellum del 1993 (dal nome del relatore, Sergio Mattarella), per stravolgere un sistema che evidentemente era da cambiare. Fin da subito il Porcellum subì forti critiche, il suo stesso ideatore la definì "una porcata", e nel 2009 venne sottoposto a tre referendum che tendevano ad abrogare vari punti della stessa: nessuno dei tre referendum raggiunse il quorum.

Oggi, a due anni di distanza, si tenta di fare un'altra prova. La fretta, data la scadenza del 30 settembre per presentare i moduli alla Cassazione (cosa di cui ci si è resi conto evidentemente tardi), ha fatto sì  che l'unica proposta o alternativa possibile da promettere a chi volesse firmare fosse il ritorno al Mattarellum: "Il peggio fa apprezzare anche il male" ha commentato a tal proposito l'onorevole Arturo Parisi nel corso della presentazione. Finora la raccolta firme ha dato ottimi esiti: l'obiettivo di Modena è ottenere 4000 firme che dovranno, sommandosi a quelle di tutta Italia, arrivare a 500 mila. Fino ad ora, in poche ore effettive di raccolta, si è già arrivati ad 800 firme, tutte sottoscritte con grande entusiasmo dai cittadini.

"E' l'ultima occasione - dice l'onorevole Giulio Santagata - di mettere sul tavolo del Parlamento un'arma, anche se sarebbe preferibile che la volontà di cambiare partisse proprio dal Parlamento ma in quel caso ci sarebbe il rischio di un ennesimo colpo di mano di convenienza elettorale". Nonostante la carenza di tempo, il Comitato, sostenuto ampiamente dal Pd, crede nella possibilità di arrivare al 30 settembre in Corte Costituzionale con tutti i moduli e le firme necessarie per poter andare al referendum la prossima primavera.

"Non si è ancora andati a votare - aggiunge Gianni Ballista del Coordinamento Sinistra ecologia libertà - perché con questa legge ancora vigente era troppo rischioso. Ora questa iniziativa è la molla principale per il cambiamento e serve un'operatività immediata". Non si sa più con certezza se questa iniziativa, accolta con tanto entusiasmo, sia effettivamente una molla o piuttosto un risultato o ancora un mero pretesto per attaccare il Governo, certo è che le probabilità di un referendum nella prossima primavera sono altissime.

I punti di raccolta firme saranno allestiti all'interno delle maggiori manifestazioni: questa sera alla festa del Pd dove è attesa la firma dell'ospite Pier Luigi Bersani; piazza Mazzini; il 6 settembre in piazza Torre in occasione dello sciopero Cgil; Festival della Filosofia dal 16 settembre e i principali comuni della Provincia.

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