Fondi pubblici e internazionali, riapre fra le polemiche il Centro Islamico

Inaugurato, fra le inevitabili polemiche, il Centro Culturale Islamico di Mirandola a Corcicchio Zeni, ricostruito dopo il sisma. Sarà punto di riferimento per la comunità della Bassa. Da destra polemiche contro il lauto finanziamento pubblico concesso dalla Regione

Il terremoto del 2012 aveva danneggiato la struttura a tal punto da obbigare ad una demolizione completa dello stabile. Oggi, a quattro anni di distanza, è stata inaugurata alla presenza delle autorità locali la sede completamente ricostruita del Centro Culturale Islamico di Mirandola. Si tratta dell'edificio di via Serafina – a Crocicchio Zeni – rimesso in piedi con contributi privati e pubblici, che funge da perno di riferimento per una vasta comunità musulmana della bassa modenese.

Sistemati per molti mesi in una tensostruttura, i fedeli potranno da oggi usufruire della vasta sala al piano terra dell'edificio, ama anche di molti spazi nei restanti ambienti di quella che originariamente era la scuola della piccola frazione mirandolese, chiusa da decenni. E proprio per le attività didattiche relative all'insegnamento del Corano e della lingua araba saranno impiegate alcune aule, che dunque saranno frequentate da bambini e ragazzi.

L'operazione edilizia è costata nel complesso oltre un milione di euro. Una cifra importante è stata destintata al Centro Islamico dalla Regione Emilia-Romagna (circa 600mila euro), mentre il restante contributo viene da molto più lontano, ovvero da un fondo del Quatar che finanzia le attività di alcuni centri in diverse parti d'Europa e del mondo.

Se a Crocicchio Zeni oggi è stata una giornata di festa per molti, non sono ovviamente mancate le polemiche, che vertono inevitabilmente sul finanziamento pubblico. Ed è la Lega Nord, con il capogruppo all'Assemblea Legislativa Alan Fabbri, a lanciare la stoccata alla Regione, accusata di “appoggiare un progetto di invasione islamica”. Dichiara Fabbri: “Con decine di chiese inagibili, a 4 anni dal sisma, e 15mila persone ancora fuori casa Bonaccini, Palma Costi e compagni pensano alle moschee. Ricordo che il Qatar, che oggi finanzia moschee in tutta Italia, è il principale finanziatore dei Fratelli Musulmani e di altri gruppi terroristici islamici in Medio Oriente e in Africa e che ad oggi non esiste ancora un concordato dell’Islam con lo Stato italiano. Fossi nel Pd mi farei qualche domanda. Quanto si sta facendo è da irresponsabili. Oggi si sancisce l’atto di tradimento del Partito democratico nei confronti dei terremotati emiliani”.  

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Mentre il Carroccio si dice pronto a denunciare in ogni sede le scelte politiche di Bonaccini, alla protesta fa eco anche Forza Nuova: “E' un affronto ai terremotati i quali, o ancora oggi vivono in container, oppure si sono visti pignorare la casa per la perdita di lavoro e la relativa incapacità di onorare i pagamenti del mutuo immobiliare. Perché la Regione non stanzia quei 600mila euro con diritto di prelazione alle famiglie italiane terremotate?  Per noi di Forza Nuova è inconcepibile che queste persone vengano abbandonate al loro destino da uno Stato inspiegabile, che stanzia soldi pubblici per gli islamici preferendo queste persone agli Italiani in difficoltà”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Produzione ferma per troppe malattie, l'azienda prepara la denuncia poi ritratta

  • Contagio. A Modena altri 14 decessi, calano gli interventi delle ambulanze

  • Centri commerciali e negozi, in Emilia-Romagna sabato e domenica confermate le chiusure

  • Test agli operatori sanitari, si parte la settimana prossima con i prelievi

  • Meteo | Impennata improvvisa delle polveri sottili, vediamo perché

  • Coronavirus. Modena rallenta, ma si aggiungono 10 decessi

Torna su
ModenaToday è in caricamento