"Sardine" contro Salvini. Oltre 5.000 persone stipate sotto gli ombrelli in Piazza Grande

Un grande successo di pubblico per la manifestazione antileghista, nonostante il meteo inclemente

Dopo Piazza Maggiore a Bologna, a riempirsi di sardine questa volta è Modena, in concomitanza con l’arrivo del leader leghista in città. Matteo Salvini sarebbe dovuto arrivare in Via Gallucci, in occasione del tour di presentazione della candidata alle elezioni regionali Lucia Borgonzoni, mentre le sardine avrebbero dovuto trovarsi un’ora più tardi in Piazza Mazzini: ma i piani sono in poche ore cambiati. Il leader del carroccio ha preferito una riunione per pochi mentre le sardine sono scese in Piazza Grande, e così i ruoli sembrano per una volta essersi invertiti. 

Sono le 18.50 e Piazza Grande è piena, i sanpietrini del sito Unesco iniziano a scomparire sotto ombrelli variopinti. Ad occhio e croce i partecipanti sono circa 6000 nonostante il maltempo: sembra che all’acqua queste sardine siano proprio abituate. Già prima dell’inizio del “comizio”, un coro si leva dalla piazza, dapprima timido, poi sempre più forte: “O partigiano… portami via… o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao…”.

Le note della resistenza vengono interrotte da una voce, che arriva dalla Pietra Ringadora: “Hanno cercato di fermarci, di farci paura, ma noi siamo ancora qua”. A parlare è Jamal Hussein, studente del terzo anno di Ingegneria Meccanica, formalmente organizzatore dell’evento “Modena non si lega”. “Siamo partiti dal basso, e grazie a voi tutti siamo arrivati in alto… guardate quanti siete!” esordisce. E la piazza risponde a gran voce. Il ragazzo prosegue incitando l’azione positiva, dicendo che non è più possibile voltare le spalle ad una “retorica intrinseca d’odio”, che fa “promesse che non porteranno a nulla se non a fare aumentare le tensioni sociali nel paese”. Il suo discorso si chiude in uno scroscio di applausi. 

IL VIDEO | I manifestanti intonano "Bella Ciao"

È il turno dell’unica ragazza del gruppo, Samar Zaoui. La studentessa di Storia e Filosofia, organizzatrice dell’evento con Jamal, sceglie invece di coinvolgere direttamente la piazza, tirando in ballo le critiche al movimento emerse negli ultimi giorni: “Secondo voi questa piazza è carente di creatività?”. La risposta della gente non si fa attendere, dagli ombrelli si leva un deciso “no”. “Secondo voi in questa piazza manca la cultura? Secondo voi questa piazza non ha voce?” e la risposta è sempre la stessa. “Modena non si lega” –continua- “è un messaggio di solidarietà contro razzismo, odio e pregiudizio”. 

Ed ecco Samar passa il testimone a Mattia Sartori, la punta di diamante delle sardine bolognesi, al centro delle critiche per aver organizzato una manifestazione che tanto apolitica non sembra essere. L’esordio è memorabile: “Sono un po’imbarazzato perché sono bolognese, e i modenesi sono più cazzuti dei bolognesi. I tortellini ce li contendiamo, ma contro la Lega siamo tutti insieme… tirate su le sardine!”. La folla è in delirio, e il cielo si riempie di sardine di cartone. E ancora: “Questa è la più grande risposta al populismo di destra. Loro queste cose non le sanno fare. Se la fanno nelle mutande… perché noi siamo potentissimi”. Dopo un discorso velatamente provocatorio, volge al pubblico la fatidica domanda “Io non ho capito: Modena si lega o no?”, e la piazza non ha dubbi sulla risposta. Poi, i saluti.

Prima di abbandonare il campo di battaglia però, le sardine si dilettano in un’ultima performance. Pochi secondi ed ecco che gli ombrelli iniziano a muoversi su e giù al ritmo di “Chi non salta un fascista è, è”. L’incontro è finito, gli ombrelli si disperdono nelle vie che circondano Piazza Grande, ma il movimento delle sardine continua con l’appuntamento fiorentino. 

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