Castelfrigo, sindacalista e tre operai iniziano lo sciopero della fame

Marco Bottura (Flai/Cgil) e tre ex dipendenti stranieri sosteranno cenza cibo davanti ai cancelli dell'azienda, come forma estrema di protesta

A partire da questa sera, dopo due mesi di sciopero ad oltranza e di mobilitazione sindacale, il segretario generale della Flai/Cgil di Modena Marco Bottura, insieme a tre lavoratori di varie nazionalità delle false cooperative della Castelfrigo, entrano in sciopero della fame davanti ai cancelli della Castelfrigo. A protestare insieme al sindacalista saranno l’ivoriano Tano Yao, l’albanese Blliku Martin e il cinese Chen Haichao. Al loro fianco turneranno i colleghi di lavoro, per mantenere un presidio permanente con la “Tenda Rossa” della Flai/Cgil e due camper di supporto.

"Attiviamo lo sciopero della fame non come forma di ricatto, ma come forma di protesta per abbattere il muro d’indifferenza che esiste ancora sulla vertenza che vede espellere dal sito produttivo i soci lavoratori delle false cooperative appaltatrici Ilia D.A. e Work Service. Questi lavoratori hanno la sola colpa di aver rivendicato la possibilità di esercitare anche in fabbrica i diritti fondamentali della nostra Carta costituzionale - spiegano i promotori - Si tratta di una conseguenza estrema di una modalità di lotta non violenta che abbiamo deciso di utilizzare unendo tradizioni culturali diverse, dagli scioperi della fame nella storia politica albanese alle forme non violente legate alla cultura religiosa dei lavoratori africani. Siamo consapevoli che è una forma di lotta inusuale per la nostra organizzazione sindacale, ma abbiamo scelto di stare in mezzo ai lavoratori, anche nei momenti più drammatic"i.

"Abbiamo ricevuto tanti attestati di solidarietà verso questi lavoratori e dichiarazioni di condanna nei confronti delle false cooperative da parte delle forze politiche e delle Istituzioni di questo Paese, ma manca una vera condanna nei confronti di chi ha mantenuto in vita questo sistema: l’azienda committente Castelfrigo e tutte le altre imprese che applicano lo stesso sistema d’organizzazione del lavoro - prosegue Bottura - Questo sistema genera evasioni fiscali e previdenziali ingenti, possibili infiltrazioni della malavita organizzata e sfruttamento dei lavoratori. E’ un sistema di cui la Castelfrigo è un tassello. Per cambiarlo è necessario avere coraggio politico, il coraggio di cambiare".

La Cgil, che proprio ieri ha organizzato un'altra manifestazione di piazza mobilitando molte aziende del comparto carni, aggiunge: "Abbiamo sempre offerto una mediazione alle nostre controparti, ma deve essere chiaro che non accetteremo che l’illegalità venga utilizzata per fare competizione sulla pelle dei lavoratori. Questo modello organizzativo sta portando il distretto verso una via bassa dello sviluppo che può mettere a rischio la sicurezza alimentare tramite fenomeni di contraffazione. Questo modello organizzativo porterà a distruggere il settore. Fermiamoci!".

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