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Serramazzoni nel caos, ora la politica è alla prova del nove

Tra spettacoli poco edificanti in tv, perquisizioni, avvisi di garanzia, tangenti e dimissioni del Sindaco a due mesi dalle elezioni, il paese ha toccato il fondo. Ora 10 mesi di tempo per rimettersi in piedi prima delle elezioni

Redazione 3 luglio 2012

Leggendo le notizie che dall'estate scorsa ad oggi hanno interessato il Comune di Serramazzoni, pare quasi di trovarsi di fronte a una serie di idee per il soggetto di una serie tv poliziesca, a cavallo di Csi, Law and Order e Squadra Speciale Cobra 11. Al di là del minimo sindacale di fatti di cronaca nera (spaccio e piccoli furti), si va dalla droga fra i giovani dell'Istituto Alberghiero con tanto di arresto di due studenti, fino all'omicidio di Barbara Cuppini, passando per la gang specializzata in furti d'appartamento con decine e decine di migliaia di euro di bottino alle spalle. Niente male per quello che dovrebbe essere, in teoria, un tranquillo centro dell'Appennino Modenese di 8mila abitanti. Quanto accaduto, però, a livello amministrativo lascia basiti e fa letteralmente cascare le braccia: le manette per il geometra Tagliazucchi non rappresentano l'epilogo di una stagione fatta di polemiche attorno alla figura dell'entourage dell'ex Sindaco Luigi Ralenti e del suo successore, per soli due mesi, Sabina Fornari, bensì costituiscono un ulteriore capitolo a un brutto libro ben lungi dalla conclusione che la nostra provincia non avrebbe mai voluto leggere. Le indagini vanno avanti, hanno fatto sapere dalla Finanza, e ad oggi non è dato sapere se ci saranno ancora arresti dalla dinamica clamorosa come quella del tecnico colto con le mani nella marmellata. Il 26 marzo scorso si è consumato un vero e proprio '"8 settembre" per la maggioranza uscente: il segretario provinciale Pd Davide Baruffi ritirava i vessilli democratici dall'imminente competizione elettorale per benedire il centrista Rubbiani ed emettere una fatwa (o una scomunica se preferite) per il candidato di continuità, la Fornari, allora assessore all'urbanistica. Oggi, commentando l'abbandono del Sindaco, Baruffi osserva come “Queste dimissioni rappresentano un atto dovuto e un apprezzabile gesto di responsabilità verso la comunità", atteggiamento ben diverso rispetto a quanto tenuto l'anno scorso quando l'allora primo cittadino Luigi Ralenti era travolto dalla bufera giudiziaria. Secondo Baruffi, sull'amministrazione precedente (targata Pd, ricordiamo), "pesavano ombre pesanti, addensatesi in particolare sul finale della scorsa legislatura". Baruffi, che sul caso Report si è ben guardato dall'intervenire, ritiene che le dimissioni della Fornari possano consentirle "di difendersi meglio, nelle sedi opportune, e di non trascinare l'intero municipio in una vicenda dove il Comune e' invece parte lesa". L'ex Sindaco di Soliera, però, non riflette su una delle pietre angolari del caso Serramazzoni, sineddoche dei rapporti difficili tra il Pd e le sue giunte: la mancanza di autorevolezza del partito nel riportare all'ovile le giunte che commettono scelleratezze e, soprattutto, l'incapacità di compiere atti di cavalleria cospargendosi il capo di cenere e chiedendo umilmente "Scusa" per gli errori commessi nella scelta di uomini e programmi, magari anche concedendosi totalmente una "pausa di riflessione" alle consultazioni del maggio scorso. Il commissariamento di un anno e il ritorno alle urne anzitempo accorceranno la traversata del deserto sia della carovana democratica, sia di quella delle forze di centrodestra: i "casi Serramazzoni" si verificano anche per la frammentazione, la debolezza, delle forze di opposizione e della loro conseguente incapacità di affrontare efficacemente i compiti di controllo dell'operato della maggioranza a cui, in linea teorica, sarebbero deputate. La divisione delle minoranze alle recenti consultazioni non rappresenta certo un buon viatico, ma da qui alla primavera-estate 2013 può davvero succedere di tutto.

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