Metropolitana leggera Carpi-Soliera-Modena, i sindaci ci credono

I primi cittadini al fianco di Legambiente. Un'idea che risolverebbe molte problematiche di traffico, se applicata in modo efficiente, ma la cui realizzazione è tutt'altro che banale

I Sindaci di Carpi e di Soliera, Alberto Bellelli e Roberto Solomita, accolgono con favore la sollecitazione avanzata da Legambiente di rilanciare la linea ferroviaria regionale da Sassuolo a Modena, prolungandola a nord del capoluogo provinciale, fino alla città dei Pio, passando per Soliera. 

I due primi cittadini ricordano come da anni il traffico privato verso Modena sia spesso congestionato, soprattutto nelle fasce orarie di chi è costretto a compiere percorsi quotidiani casa-lavoro o casa-studio. Per questo "è più che mai necessario investire in modo strategico sul trasporto pubblico su rotaia, trasformando la linea ferroviaria esistente in una sorta di metropolitana leggera, mettendo in valore le linee e le infrastrutture già esistenti. Tanto più che ridurre la circolazione delle auto è un imperativo nella direzione della tutela ambientale e della salute dei cittadini", spiegano i sindaci in una nota congiunta.

Si tratta di un tema molto sentito, anche perchè l'intasamento della Nazionale per Carpi (e non solo) è ormai un calvario quotidiano per migliaia di automobilisti: per quanto nei prossimi mesi si svolgeranno i lavori dell'ampliamento dello svincolo tra Nazionale per Carpi e Tangenziale per Modena (zona Ponte Alto), è chiaro che un trasporto ferroviario efficiente sarebbe accolto come un'ottima notizia. Oggi infatti il collegamento su rotaia tra Modena e Carpi è a dir poco caotico e anacronistico.

Legambiente, nei giorni scorsi, era andata in pressing sulla Giunta Bonaccini chiedendo di dotare in fretta la regione di un nuovo piano dei trasporti, L'ultimo piano è datato 1998 ed è scaduto dal 2010. L'associazione ha lamentato ancora un "forte sbilanciamento verso il finanziamento a nuove strade, rispetto ad infrastrutture necessarie a dare forza alla mobilità pubblica su ferro, sia di persone che di merci". Sono ancora tante infatti le opere, in procinto di partire, pensate per favorire il trasporto privato su gomma, e completamente slegate da qualsiasi valutazione effettiva dei flussi di traffico e dei costi/benefici: la Bretella Campogalliano-Sassuolo a Modena (515 milioni), il passante di Mezzo a Bologna (690 Milioni), la Cispadana tra Modena e Ferrara (1 miliardo 308 milioni).

Se in linea del tutto teorico una metropolitana leggera che unisca Carpi a Sassuolo è sicuramente un'idea apprezzabile ed auspicabile, occorre però riflettere molto bene sulla sua organizzazione e gestione. Il rischio sarebbe infatti di prolungare non solo il "Gigetto" in quanto , tale ,a anche i suoi atavici problemi. Ecco perchè occorrerebbe ripianificare con lungimiranza l'intero sistema della mobilità locale.

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