Registrazione all'anagrafe per i migranti, l'appello della sinistra per i diritti

Per Me Modena, Possibile, Sinistra Italiana, Articolo UNO e Rifondazione Comunista chiedono all'unisono di "rispettare i diritti dei richiedenti asilo ospitati a Modena", dalla burocrazia all'assistenza sanitaria

"La gestione dei flussi migratori è diventata un alibi per una politica di governo incapace di rispondere ai bisogni dei cittadini e delle cittadine. Serve un approccio razionale e giusto nei confronti di tutti, garantendo i diritti previsti dalla legge". Lo affermano le forze politiche della sinistra modenese, che si sono riunite in un'unica voce per affrontare il delicatissimo tema dell'accoglienza.

I referenti locali di Per Me Modena, Possibile, Sinistra Italiana,  Articolo UNO e Rifondazione Comunista puntano su alcuni temi già affrontati dagli stranieri stessi, riuniti nel collettivo Modena's Refugges, nel corso delle ultime manifestazioni di piazza che si sono svolte tra il centro e la sede della Prefettura.

"I richiedenti asilo hanno il diritto di ottenere la registrazione all’anagrafe secondo le linee guida sul diritto alla residenza. Il fatto che tale diritto non abbia visto una puntuale e sistematica applicazione sul territorio modenese costituisce un vulnus che va affrontato e risolto – spiegano i partiti in una nota congiunta – La registrazione anagrafica è un passaggio semplice ma fondamentale: perché rappresenta un presupposto per qualsiasi processo d’integrazione; perché si tratta di un requisito richiesto dalle imprese per trovare lavoro e rendersi indipendenti dal sostegno dello Stato, durante e al termine del percorso di accoglienza; perché è dal momento in cui si ha la residenza che parte il computo del tempo per l’acquisto della cittadinanza".

Per la sinistra locale occorre inoltre "garantire il fondamentale diritto pieno all’assistenza sanitaria e un rinnovo rapido e tempestivo dei permessi di soggiorno". Rispetto al tema del volontariato obbligatorio si chiede chiarezza: "Sottrarre posti di lavoro alla collettività e utilizzare richiedenti asilo “volontari” per svolgere le stesse mansioni alimenta una guerra tra poveri deleteria. Il rispetto del diritto costituzionale alla giusta retribuzione per chiunque lavori, italiano o straniero, è l’unico presupposto accettabile per un volontariato autentico".

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