Sms elettorale per Katia Parisi, il sindaco “Segnalati al Garante”

Muzzarelli ha risposto all’interrogazione del Movimento 5 stelle per quanto riguarda gli Sms elettorali a favore di Katia Parisi. Il sindaco “giustificato l’intervento del Garante nei confronti dell’associazione sindacale responsabile”

Rispetto all’invio di messaggi elettorali per i quali è richiesto il “consenso informato”, il Comune di Modena nelle scorse settimane ha segnalato al Garante della privacy gli episodi riportati dagli organi di informazione, vicenda per la quale, comunque, la consigliera di Modena Solidale Katia Parisi ha già dichiarato la propria estraneità.

Se la trasmissione è davvero avvenuta senza il necessario consenso informato, però, “sarebbe pienamente giustificato l’intervento del Garante nei confronti dell’associazione sindacale responsabile”.

È quanto precisato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli rispondendo in Consiglio comunale giovedì 25 luglio a un’interrogazione del Movimento 5 stelle sulla consigliera Parisi a sostegno della quale, durante la campagna elettorale, anche il giorno prima del voto, un Caf avrebbe inviato sms ai propri clienti.

Un’interrogazione, illustrata dal capogruppo del Movimento 5 Stelle Giovanni Silingardi, ha richiesto al sindaco in particolare di assicurare che le elezioni si fossero svolte nel pieno rispetto della normativa, e quali iniziative intendesse adottare per “garantire ai cittadini il rispetto del diritto alla riservatezza dei propri dati personali” e “per scongiurare il verificarsi in futuro di tali spiacevoli situazioni che danneggiano la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nel libero esercizio del diritto/dovere di voto”.

Il sindaco Muzzarelli ha quindi precisato che, sulla base delle leggi, non sono ravvisabili motivi di decadenza di un consigliere per il tipo di violazioni delle norme della campagna elettorale che si sarebbero eventualmente verificate; che sull’attività di comunicazione in campagna elettorale è competente il Corecom; che sull’utilizzo di sms, Social e mail nel periodo del cosiddetto “silenzio elettorale” esiste un vuoto normativo e che, comunque, le segnalazioni vanno fatte al Corecom.

Di diversa gravità è l’eventuale assenza del consenso informato rispetto alla comunicazione elettorale che avrebbe inviato il sindacato Fna (Federazione nazionale agricoltori, quindi non un Caf, in base alle dichiarazioni della consigliera Parisi), assenza che, per Muzzarelli, “sarebbe sicuramente un fatto censurabile e l’intervento del Garante della privacy nei confronti di questa associazione (e non di altri), sarebbe pienamente giustificato”.

La consigliera di Modena Solidale Katia Parisi è invece intervenuta per rimarcare quanto già espresso confermando che: “Nessun cittadino è stato da me convocato nei miei uffici e io ho svolto la campagna elettorale nel pieno rispetto della legalità. In merito alle irregolarità contestate, credo che si sia volutamente fatta confusione mediatica”. La consigliera ha spiegato di non essere la responsabile della sede Caf bensì una dipendente e di avere lei stessa condotto “un’indagine chiedendo chiarimenti” agli enti coinvolti da cui sarebbe emerso che “Caf Italia non ha inviato sms elettorali che è invece stata una scelta autonoma (e da lei non autorizzata), della sede Fna provinciale”. Per quanto riguarda il rapporto tra Fna e Caf Italia, ha precisato: “Fna è proprietaria del Caf Italia e il Caf ha completa autonomia gestionale e patrimoniale; l’uso della medesima sede è una circostanza comune ad altri Caf ed il numero telefonico fisso afferisce a un centralino unico che poi smista le telefonate”, ha quindi concluso auspicando che “d’ora in avanti il Consiglio si dedichi al mandato a cui è stato chiamato dal voto libero e legittimo dei cittadini”.

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