Terremoto, Sitta insoddisfatto di Monti: "Impegni vaghi"

L'assessore comunale allo sviluppo economico storce il naso dopo la visita del Premier nelle zone colpite dal sisma: "Serve maggiore concretezza, oltre agli interventi sull'emergenza, serve un'azione più articolata sul territorio"

Daniele Sitta

“Per consentire di ripartire al più presto alle imprese dell’area nord del Modenese, messe in ginocchio dal terremoto, serve maggiore concretezza di quella che emerge dai primi impegni assunti dal governo, ancora troppo vaghi”. Daniele Sitta, assessore allo Sviluppo economico e al Lavoro del Comune di Modena, commenta con preoccupazione il risultato della visita di Monti sui luoghi del sisma e i primi provvedimenti decisi dal Consiglio dei ministri. “Vanno bene l’esenzione Imu e delle altre tasse locali per chi è stato colpito dal terremoto. Ci mancherebbe altro – commenta Sitta – che chi ha avuto la casa o il capannone distrutto dovesse anche pagarci l’Imu. Ma, oltre agli interventi sull’emergenza, serve un’azione più articolata sul territorio. Ci sono case da ristrutturare o addirittura da ricostruire, c’è un apparato produttivo in ginocchio da far ripartire, un settore agricolo che ha subito danni importanti, ci sono beni culturali che vanno ricostruiti perché non vogliamo rinunciare alla nostra memoria, alla nostra identità”. Per Sitta, a questo scopo “servono risorse che lo Stato deve garantire, insieme a sgravi fiscali e ammortizzatori sociali, ed è necessario ridurre al minimo le complicazioni burocratiche. Molto possiamo fare a livello locale dove abbiamo tecnici capaci, seri e rigorosi nei Comuni, nelle Province e negli Ordini professionali che sono pronti a entrare in campo per stimare e certificare in tempi rapidi i danni subiti da cittadini e imprenditori”. “Questo lavoro – aggiunge Sitta – deve essere accelerato, senza alcun indugio. Noi possiamo impegnarci allo snellimento delle procedure, ma lo Stato deve mettere a disposizione le risorse per la ricostruzione affidando ai sindaci il ruolo di controllo. La gente emiliana è gente seria, che non sa cosa sia l’assistenzialismo e non conosce furberie. Vuole solo la doverosa solidarietà dello Stato per ricostruire ciò che ha perduto e poter ripartire. Facciamo vedere che questo Paese – conclude Sitta – è in grado di dare una risposta nuova di efficienza. Non serve solo a Modena e a Ferrara: serve all’Italia”.

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