Via libera alla centrale Idroelettrica sul Panaro, approvata la variante

Tutti i gruppi eccetto Ncd (astenuto) a favore della delibera per la realizzazione di una centrale di energia ad acqua fluente sul fiume Panaro a San Donnino. Informazione ai residenti sull'iter dei lavori e sui disagi

Il Consiglio comunale ha approvato una variante urbanistica per consentire la realizzazione del progetto di impianto idroelettrico sul fiume Panaro in località San Donnino della società Dgm srl, di potenza installata superiore a 100 kilowatt, per la produzione di energia ad acqua fluente. E un ordine del giorno di Pd e M5s ha chiesto di darne informazione ai cittadini.

Nella seduta del Consiglio comunale di lunedì 9 marzo, a favore della delibera illustrata dall’assessora all’Urbanistica del Comune di Modena Anna Maria Vandelli si sono espressi tutti i gruppi consiliari eccetto Ncd, che si è astenuto. La delibera esprime parere favorevole in merito alla localizzazione dell’opera, prende atto dell’esito positivo della procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) e dà l’ok all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio “dato il carattere di pubblica utilità che è attribuito agli impianti di produzione di energia idroelettrica dalla legislatura vigente”. L’impianto è stato ritenuto dalla Conferenza dei servizi unica, convocata dalla Provincia di Modena, meritevole di approvazione e l’approvazione in Consiglio comunale a Modena consentirà di concludere positivamente la procedura di Via e permettere il successivo rilascio dell’Autorizzazione unica.

“Con questa delibera non si approva il progetto – ha precisato l’assessora Vandelli – ma si modifica il Piano operativo comunale, inserendo l’area interessata dall’intervento tra quelle previste nel Poc come opere di interesse pubblico che richiedono procedure espropriative. In questo modo, il soggetto potrà attuare le procedure espropriative necessarie per effettuare l’intervento”.

L’assessora ha ricordato che l’avvio del progetto risale al 2011 e ha spiegato che l’impianto andrà a sfruttare una fonte di energia rinnovabile, in quanto ricaverà energia attraverso il fluire a salto delle acque e la condurrà a una cabina elettrica da cui verrà immessa nella rete. “Il percorso naturalistico presente vicino alla sponda del fiume in quella zona – ha spiegato – verrà temporaneamente sostituito da un tratto più distanziato dall’area di cantiere per ragioni di sicurezza, ma verrà riportato nella posizione originaria non appena saranno conclusi i lavori dove sarà risistemato. All’altezza degli scalini che consentiranno i salti di acqua, verrà anche realizzato un percorso di risalita per i pesci che vorranno andare controcorrente”.

L’ordine del giorno presentato dai consiglieri Fabio Poggi, Paolo Trande (Pd) e Luca Fantoni (M5s) e approvato con il voto favorevole di Pd, M5s, Per me Modena, Sel, CambiaModena e con l’astensione di FI e Ncd, nel dettaglio, chiede di “organizzare in collaborazione con il Quartiere 3 le azioni necessarie per una appropriata informazione dei residenti, sia sull’opera che sulle attività di cantiere, prevedendone il coinvolgimento nella fase di definizione delle prescrizioni di dettaglio che riguarderanno in particolare la viabilità”. Il documento sollecita inoltre a verificare che venga posta attenzione alla presenza di un pozzo artesiano in prossimità della futura area di cantiere e della viabilità di accesso all’impianto, e che in merito vengano informati i cittadini interessati. Infine la mozione chiede ai parlamentari modenesi di farsi promotori delle necessarie iniziative legislative volte a semplificare le procedure per l’approvazione di simili progetti di rilevante interesse pubblico senza andare a ridurre le dovute garanzie di controllo.

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