Stranieri alle Primarie Pd, accuse dirette di voto pagato e pilotato

Quattro testimoni fotografano le operazioni del seggio della Cittadella e sottoscrivono una dichiarazione che accusa il consigliere Pd Maurizio Dori di accompagnare personalmente gli stranieri al seggio e rifondere i 2 euro del voto. Materiale in Commissione Garanzia

Maurizio Dori e alcuni cittadini stranieri all'esterno del seggio di via Padre Candido

“Abbiamo notato che una persona, un consigliere comunale del Pd, organizzava il voto dei cittadini extracomunitari di nazionalità filippina, nigeriana e ghanese nel seguente modo. Insieme ad alcuni rappresentanti di queste comunità concentrava gli elettori in piazza Cittadella, in un luogo vicino ma appartato rispetto al seggio. Dopodichè, a gruppi di decine di persone, li prelevava insieme ai suoi collaboratori e li accompagnava al seggio utilizzando anche la sua Mercedes. Arrivati al seggio gli elettori venivano sistematicamente muniti della somma occorrente per votare. Vari i sistemi, ad esempio con una stretta di mano attraverso la quale avveniva il passaggio del denaro. Abbiamo anche notato in modo sistematico, specie per quanto riguarda la comunità filippina, che dopo le operazioni di voto gli elettori venivano riuniti nuovamente in piazza Cittadella e in quel contesto consegnavano le ricevute del pagamento del contributo elettorale. In diversi orari sono stati distribuiti generi alimentari, come pizzette e acqua. […] Venivano utilizzate altre persone che scaricavano gli elettori davanti al cancello da auto di grossa cilindrata e anche da auto in dotazione a diverse chiese, compreso il mezzo del New Birth Cristian Center.”.

Si tratta dell'estratto di un documento firmato da quattro cittadini stranieri, tre marocchini e una ghanese, che descrive nel dettaglio quanto accaduto ieri nel contestato seggio di via Padre Candido, dove si sono affollati i cittadini stranieri che intendevano – si presume – votare per un candidato alle Primarie Pd. Nel documento, consegnato insieme a foto ed un video al comitato elettorale di Francesca Maletti, si leggono pesante accuse al consigliere Pd Maurizio Dori, che viene dipinto come il “capobastone” che ha organizzato il voto in massa degli stranieri, con modalità che di democratico non paiono avere granchè.

Accuse che si fanno ancora più pesanti nella parte finale del documento, dove i quattro stranieri testimoni dichiarano: “Nel tardo pomeriggio lo stesso consigliere comunale si è avvicinato e ha cercato un abboccamento con noi, cercando di convincerci a cancellare le foto che avevamo scattato, dicendoci che non avrebbero portato a nulla. E poi provando a intimidirci ha detto che era un ex finanziere e che si era occupato di antidroga e antimafia”.

Una semplice pagina che pesa però come un macigno sulla competizione elettorale svoltasi ieri e che ha incoronato Giancarlo Muzzarelli, del quale Maurizio Dori è conclamato sostenitore. Dopo le perplessità sollevate circa il seggio per gli stranieri dal candidato Paolo Silingardi e il relativo esposto, il materiale raccolto dal comitato di Francesca Maletti va ad aggiungersi a quanto già consegnato alla Commissione di Garanzia. La stessa Maletti spiega: “Non si tratta, allo stato, di un esposto che mi riservo di presentare eventualmente in un secondo momento, dopo aver condotto ogni ulteriore verifica anche per quanto riguarda la regolarità del voto in tutti gli altri seggi. Non si tratta di una speculazione ma di un atto di chiarezza a supporto della buona immagine del Pd e delle primarie, visto che nelle ultime ore i media e i cittadini stanno chiedendo e discutendo non tanto del risultato finale, ma degli accadimenti al seggio numero 2. Credo sia interesse di tutti chiarire al più presto i fatti e, eventualmente, accertare le responsabilità”.

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