A spasso per "Modenacraft", il centro della città diventa un videogame

Nei mesi scorsi, molte scuole primarie e secondarie di primo grado modenesi hanno preso parte con entusiasmo al progetto "Modenacraft", dove i bambini hanno avuto la possibilità di ricreare virtualmente la loro città all'interno del videogioco Minecraft

La versione educativa del videogioco più famoso del momento arriva anche a Modena. Si tratta di Minecraft, il videogame in cui è possibile dare vita a case, palazzi e costruzioni di ogni genere servendosi di blocchi tridimensionali con cui ogni giocatore può creare e personalizzare il proprio mondo “pixelato”. Del genere “sandbox”, ossia quella tipologia di videogiochi che non hanno né una trama né un obiettivo da raggiungere, non pone limiti alla fantasia dei giocatori, che spesso appartengono ad un’età compresa tra i 7 e 13 anni. Adorato dai ragazzi, capace di stimolare le loro menti… perché non portarlo nelle scuole?

È proprio questa la domanda che si è posto Marco Vigelini, informatico che si classifica tra i primi 10 esperti mondiali di educazione digitale di Microsoft, quando ha creato “Maker Camp”. Qui, lui e i suoi collaboratori si impegnano per “fare diventare i bambini attori protagonisti e non consumatori passivi nei confronti delle nuove tecnologie” organizzando laboratori nelle scuole delle più grandi città italiane. In questi laboratori i bambini hanno la possibilità di ricreare la propria città così come la vedono, come la vorrebbero o come la avrebbero vista se fossero vissuti centinaia di anni fa.

Dopo Venezia, Firenze, Milano e Roma il progetto è finalmente arrivato anche a Modena con il nome di “Modenacraft”, ed è stato reso possibile grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Aperto agli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado, il laboratorio si è svolto presso le sedi scolastiche degli Istituti comprensivi 1 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 9 - 10 di Modena, dove i ragazzi coinvolti hanno potuto vedere prendere forma i monumenti a loro più noti come Duomo, Ghirlandina e Palazzo Ducale mattoncino dopo mattoncino. Nella versione educativa del gioco, vi è anche la possibilità di inserire personaggi che raccontino aneddoti e storie sulla città e usare l’inglese per parlare con turisti stranieri.

Dal Duomo a Piazza Roma in Minecraft - IL VIDEO

Ma l’utilità del videogioco è limitata “solo” a questo? Assolutamente no. Minecraft infatti è un ottimo strumento didattico per l’insegnamento di varie materie: la geometria, con i volumi dei blocchi 3D, la storia e la religione, grazie alla possibilità di esplorare virtualmente città e popoli di cui si sta parlando. Qualcuno è ancora scettico riguardo il potere educativo della tecnologia, ma dall’America arriva la prova che non ve n’è ragione: risultati strabilianti sono stati ottenuti usando questo videogioco a fini didattici in una scuola elementare di Seattle, in una scuola media di Los Angeles e a due scuole della Nuova Zelanda.

Per non parlare delle competenze che, grazie alla sua interattività, riesce a trasmettere ai “giocatori/studenti”. Si legge infatti sul sito di “Maker Camp”: “ Nei nostri laboratori si progetta, si sperimenta, si collabora e si copia. Sono luoghi in cui la fantasia e la collaborazione sono requisiti indispensabili per divertirsi: i bambini imparano ad essere tenaci e a perseverare nonostante lo scoraggiamento che si prova quando le cose non vanno per il verso giusto. Queste sono abilita’ importanti che non sono legate direttamente alla competenza della programmazione, ma lo sono per qualsiasi attività vedra’ i nostri ragazzi coinvolti nel futuro”.

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