Il fascino della cultura celtica: dove riscoprirla a Modena e dintorni

La cultura dei celti ha determinato la cultura modenese, ma dove sono rimaste le loro tracce?

La cultura dei Celti è stata veramente centrale nella storia modenese e le loro tracce sono ancora visibili oggi:

I comuni modenesi di origine celtica

  • Modena: seppur di origine etrusca con il nome Muthuna, fu ampliata proprio dai celti;
  • Soliera: nell'Ottocenteo furono rinvenute due lucerne e il manico di bronzo di età tardoantica, ma in particolare l'armilla. Si tratta di un braccialetto di vetro incolore usato in particolare dai celti con poteri propiziatori e taumaturghici;
  • Molti comuni furono furono fondati, in formato villaggio, proprio dai celti, ovvero Finale Emilia, Magreta, San Passidonio e Cognento. 
  • Campogalliano: fu la città principale all'epoca dei celti, infatti il Campus Gallorum è proprio il Campo dei Galli, ovvero dei celti galli boi.

Il simbolo delle tigelle e le tigelle stesse

I galli ci hanno lasciato importanti conoscenze tecniche, perché se da un lato non erano artisti, dall'altra erano costruttori eccezionali. A loro dobbiamo la coltivazione della vite "sposata" all'olmo, gli insaccati conservati con il sale e le botti di legno. Il grande contributo simbolico dei celti però non si trova nell'artigianato, bensì nella cucina, infatti il famoso simbolo circolare con all'interno ellissi che si incrociano è oggi lo stampo delle tigelle che viene marchiato sulle nostre amate crescentine.

Il maiale, gli insaccati, il lardo e lo strutto

i Galli Boi avevano già iniziato più di 2.300 anni fa a lavorare anche il grasso del maiale, infatti, si ritiene che le origini del lardo siano molto più antiche di quanto si possa pensare. Ovviamente fanno parte sempre di questa tradizione anche i ciccioli. Ovviamente, la lavorazione del lardo e dello strutto avrebbe influenzato non solo la carne, ma anche il pane. Se infatti è proprio nel modenese che si abbinano al pane questi ingredienti è a causa dell'influenza celtica, ottenendo il gnocco fritto e il borlengo.
 

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