Lago che vai, leggenda che trovi. 4 leggende negli specchi d'acqua dell'Appennino

Un viaggio tra le leggende che vedono protagonisti i laghi dell'Appennino modenese

Lago Pratignano

Il nostro Appennino modenese è ricco di leggende e di luoghi curiosi, tuttavia uno solo viene identificato come la casa delle fate, ovvero il lago Pratignano. Posto a 1307 metri di altitudine, nei pressi di Ospitale e non troppo lontano da Fanano, questo lago è spesso meta per i turisti delle nostre montagne in cerca di aria fresca e di passeggiate immerse nella natura. Eppure, questo è anche il luogo dove abiterebbero le ultime fate, scappate dai territori più vicini alla pianura dove ormai l'uomo ha preso il dominio, e sempre secondo la leggenda abiterebbero presso una grotta.

A differenza di altri luoghi leggendari dei nostri Appennini, dove non è chiaro dove si trovino le abitazioni di personaggi e creature fiabesche, delle fate sappiamo la precisa collocazione, ovvero nei pressi del versate rapidissimo che dà sulla valle del Dragone. La Grotta delle Fate si presenta come un buco profondo e buio, nel quale è sconsigliato accedervi e nelle cui profondità abiterebbero queste creaturine dai poteri sovrannaturali. 

Perché le fate proprio in quel luogo? Secondo la tradizione culturale celtica e del nord Europa, così come dell'Europa dell'est, le fate sarebbero creature che proteggono la natura e i suoi abitanti, e infatti la parola "fata" deriva dal "fato", e sono meglio descritte come "l'anima della Natura". Non è un caso che questa leggenda sia sorta proprio in quel luogo, infatti qui si stabilirono, dopo la sconfitta in pianura contro i Romani, i celti per rifugiarsi e qui edificarono le proprie capanne presso Fiumalbo e il torrente Scotenna. 

Lago Verde

Nella zona di Frassinoro, tra la frazione di Caselle e la zona di Pian di Venano, si racconta che un tempo vi fosse un'area paludosa conosciuta da tutti come Lago Verde. Presso questo luogo abitava un uomo e una donna, con i loro due figli. Il capofamiglia aveva litigato con la moglie e lei non credendo alla sue parole lo mise alla prova. Il marito, che le aveva mentito, gridò: "Se non dico la verità, voglia Dio far sprofondare la mia casa con tutta la mia famiglia." Di lui, della moglie, dei due figli e della casa non si seppe più nulla, eppure c'è chi dice che durante nella notte della Vigilia di Natale odano ancora i loro lamenti in quella zona.

Lago Santo

E' considerato uno dei laghi più belli dell'Appennino Tosco-Emiliano e sulle sue acque si specchia il Monte Giovo, lungo il quale vi sono i principali percorsi delle nostre montagne. Il Lago Santo si situa a 1.501 metri ed è molto comodo per chi fosse interessato a raggiungere una meta panoramica in poco tempo, infatti si trova nelle vicinanze un comodo parcheggio. Gli appassionati di traking proseguono spesso oltre il Lago Santo per raggiunge il Monte Giove e da lì fare sosta al Lago Baccio. 

IL VIDEO DEL LAGO SANTO

Il Lago Santo è alimentato da tre immissari: uno scende dalla Boccaia, un altro dalla costiera della Serra e il terzo dal terrazzo della Borra dei Porci; c'è invece un unico emissario posto all'estremità sud nei pressi del Rifugio Vittoria. Tutti e tre offrono interessanti percorsi da seguire, ma non è l'unico motivo per visitarlo. Infatti, è il secondo lago dell'Appennino Settentrionale per dimensioni, di poco superato dall'omonimo parmense, da ciò si deduce che il termine "Santo" non è poi così raro tra i nomi della montagna, ma da dove deriva?

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Il nome deriva da una romantica leggenda che vede protagonisti due pastorelli che erano soliti portare a pascolare i loro greggi lungo le rive del lago, e usavano la scusa del pascolare gli animali per potersi vedere. Tuttavia la loro storia d'amore era in pericolo a causa dell'inimicizia tra le rispettive famiglie e così un giorno i due, incontrandosi come al solito presso la riva del lago. I due desideravano abbracciarsi ardentemente e così corso sullo starto di ghiaccio che si era formato sul lago, ma esso si ruppe e i due innamorati furono inghiottiti dalle acque nel loro ultimo abbraccio, detto "Santo".

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