Tennis: Marco Cecchinato, intervista al vincitore dell'Itf Modena 2013

Vincendo il torneo internazionale organizzato dal Club La Meridiana di Modena, il 21enne Marco Cecchinato ha dimostrato di essere uno dei giovani più interessanti nel panorama italiano

Marco Cecchinato

Il suo è un nome di qualità, nell’immediato ma soprattutto in ottica futura. Vincendo il torneo internazionale organizzato dal Club La Meridiana di Modena Marco Cecchinato ha dimostrato, se ce ne fosse ulteriore bisogno, di essere uno dei giovani più interessanti nel panorama italiano. Il 2013, condito da scalpi eccellenti come quelli dei top 100 Evgeny Donskoy e Thiemo De Bakker e da imprese sfiorate come contro Fabio Fognini, si tinge ulteriormente di felicità con il sigillo nel Future modenese, che gli consentirà la prossima settimana di raggiungere la miglior classifica della carriera. Abbiamo raggiunto Marco subito dopo il match vinto contro Dominic Thiem.

Qual è il bilancio conclusivo del tuo torneo? 
Direi molto buono. Ho giocato bene per tutta la settimana e ho vissuto sensazioni positive. Il grandissimo lavoro atletico che abbiamo fatto durante l’anno con il mio coach Christian Brandi e con il preparatore atletico Umberto Ferrara sta dando i suoi frutti. Per la prima volta ho lavorato con continuità anche tra i vari tornei, e durante i tornei stessi, e i risultati mi sembrano evidenti. 
 

Che cosa ti manca ancora per compiere il salto di qualità definitivo? 
Mi manca solo la continuità. Lo scorso anno ho giocato abbastanza bene, ma con troppe pause tra i vari tornei e quindi non sono riuscito a ingranare come avrei voluto. Quest’anno ho avuto dei picchi notevoli, come nelle due settimane in cui ho battuto due top 100 a Roma e a Nizza, ma adesso devo far sì che questo livello di gioco diventi la normalità. Ciò si raggiunge sia attraverso una preparazione fisica adeguata, sia salendo dal punto di vista della mentalità e dell’approccio alle partite. 
 

Quali sono i tuoi obiettivi per la fine del 2013? E in generale per la tua carriera? 
Quest’anno mi piacerebbe disputare le qualificazioni degli Us Open, e ciò dipenderà, oltre che dal risultato di Modena, da quello che farò nel Challenger di Orbetello. Però in assoluto il mio obiettivo stagionale era disputare 70 partite, proprio per lavorare sulla continuità come ho già spiegato, e sono in linea con questo traguardo. Più in generale vorrei che il mio gioco crescesse a breve a livello di top 100, per provare a raggiungere questo obiettivo fondamentale per la carriera di tutti i tennisti professionisti. Se non dovessi riuscirci nel giro di un paio d’anni, sarei chiamato a prendere decisioni importanti perché non mi sento di stare per tutta la vita a “galleggiare” al di sotto della primissima fascia: so che non sarà facile, ma sono molto fiducioso di poterci riuscire. 
 

In campo spesso ti arrabbi quando il punto non va come ti aspettavi: è il tuo modo di vivere il match, oppure un limite che devi superare? 
Un po’ entrambe le cose. A volte arrabbiarsi è necessario per spronarsi e uscire da situazioni difficili. Però mi rendo conto che a volte esagero, e che devo lavorare per cercare di affrontare in maniera più serena e lucida i momenti importanti del match. 
 

L’ultima domanda riguarda i tornei Future, che sono un trampolino fondamentale per entrare nel tennis che conta, ma distribuiscono pochi punti e pochi soldi. Lo ritieni equo o ritieni che la “legge” dei Future sia troppo severa? 
Quasi tutti i giocatori che vogliono entrare nei top 100 sono passati dalle forche caudine dei Future, ma i tornei che ti fanno fare il salto di qualità a livello economico e di punti sono gli ATP e i Challenger. Il circuito ITF è durissimo per questo, ma credo sia giusto che sia così selettivo: mi rendo conto che per tanti tennisti questo preclude la possibilità di entrare nel giro dei tornei “major”, però i posti sono limitati ed è giusto che salga solo chi dimostra di essere più forte.

MARCO CECCHINATO: CHI È - È nato a Palermo il 30 Settembre 1992. Attualmente è il n° 301 delle classifiche mondiale, che rappresenta anche il suo best ranking in carriera. In questa stagione si è qualificato per il main draw del torneo Atp di Nizza, sconfiggendo il top 100 olandese Thiemo De Bakker e perdendo al terzo set da Fabio Fognini. Entrato alle qualificazioni degli Internazionali d’Italia grazie a una wild card, ha sconfitto il numero 79 al mondo Evgeny Donskoy, prima di arrendersi al turno decisivo a Santiago Giraldo. Inoltre ha raggiunto i quarti di finale nel Challenger di Caltanissetta e gli ottavi nei Challenger di Bergamo e Todi, e ha vinto per il secondo anno consecutivo il torneo Future di Umago (Croazia).

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