Udinese Carpi 1 - 2 | Non basta l'ultimo acuto dei biancorossi: è retrocessione

I biancorossi tornano in Serie B nonostante il successo per 1-2 a Udine.Il Palermo soffre ma batte il Verona per 3-2 e rimane in Serie A

Non sono bastati 38 punti in altrettante gare, ed un grande girone di ritorno, né un successo ad Udine, il terzo in trasferta. Né possono consolare i cori dei tifosi al seguito che al fischio finale hanno pure srotolato lo strisicone: “Orgogliosi di voi”.  Il Carpi torna in serie B dopo un solo anno di permanenza nella massima serie. E’ questo l’amaro verdetto che scaturisce dall’ultima giornata, che punisce la squadra di Castori e la ricaccia tra i cadetti dove ha militato per due stagioni, tra il 2013 e il 2015. Il destino del Carpi si è compiuto 1546 chilometri più giù, al “Barbera” di Palermo, con i rosanero di Ballardini che hanno vinto la loro gara col Verona, mantenendo la lunghezza di margine che alla fine della fiera è risultata determinante.  Il punto mancante può essere ricercato in molte gare, ma quello sicuramente più “scenografico” e sanguinoso è quello che il Carpi non è riuscito ad ottenere nel match con la Lazio di appena una settimana fa. Non è accaduto il “miracolo”, d’altronde era comunque assai improbabile che il Palermo potesse steccare l’ultima casalinga col Verona. Ma la retrocessione porta sempre delle ferite e degli interrogativi. Le analisi sono sicuramente frettolose, ma non possono ovviamente non tener conto della prima parte di stagione, completamente sbagliata. Del futuro, delle ambizioni di immediata risalita, di chi resta e chi va, del tecnico, se ne saprà più in avanti.
Formazione biancorossa rivoluzionata: in porta gioca Colombi.  Castori recupera Zaccardo, rinuncia a Cofie, Mbakogu e Di Gaudio, inizialmente in panca. Tocca a Sabelli, Martinho e, in attacco, alla coppia Verdi-Lasagna. Il tecnico friulano De Canio (ex Carpi diciannove anni fa), concederà a Di Natale uno spezzone nel finale per celebrare degnamente l’addio alla casacca bianconera. 
E’ l’Udinese a voler inizialmente  “fare la partita”, il suo campionato è stato sofferto, e le zebrette di casa non regaleranno nulla. I punti della speranza, se potrà, il Carpi dovrà sudarseli tutti. La squadra di De Canio ci prova con dei traversoni, prima di Zapata e poi di Adnan, Colombi è attento. Pericolo al 6’, con Zapata che ben posizionato al limite dell’area piccola, sbaglia la conclusione vanificando un bello spunto di Fernandes, sfuggito a Suagher. Un altro cross, di Fernandes è disinnescato da Gagliolo. Allora è Piris, all’8’, ad impegnare il portiere biancorosso a terra. Il tabellone, alle 21.20, annuncia il vantaggio del Palermo e per i biancorossi aleggia sempre più lo spettro della retrocessione. Ma il Carpi si scuote. Al 35’ Mazzoleni vede un fallo di Felipe su Lasagna in area ed indica il dischetto. Thereau protesta un po’ troppo (urla “vergogna” all’arbitro) e viene espulso. Udinese in 10. Dagli undici metri Verdi è glaciale (come del resto il clima della serata…). Piattone nell’angolo basso alla sinistra di Karnezis che è andato completamente dalla parte opposta. Passa poco più di un minuto e il Carpi mette in freezer la partita. Fa tutto Verdi che riceve palla in area, ubriaca mezza difesa di casa  e supera ancora Karnezis con un sinistro da pochi passi. 
Da Palermo arriva prima il temporaneo pari del Verona con Romulo, poi il nuovo vantaggio dei siciliani con Maresca. L’illusione dura 4’. Al  Barbera Gilardino fa tris ed affonda definitivamente la barca biancorossa. Mentre il pubblico del Friuli comincia a spellarsi le mani per l’idolo Di Natale, la gara scivola via senza particolari sussulti. Al 33’ entra in campo il capitano bianconero, e dopo appena 1’ a Mazzoleni non par vero poter “partecipare” alla festa. C’è un contatto in area, l’arbitro indica il dischetto. Di Natale non sbaglia e sigla il suo gol numero 185 con l’Udinese, il secondo stagionale dopo quello dello scorso 4 ottobre al Genoa.  Il Carpi si rassegna ad un destino forse già scritto sette giorni fa.  La squadra di Castori coglie al Friuli la sua vittoria più amara. 

IL TABELLINO
UDINESE – CARPI 1-2 (0-2)

GOL: 36’ (rig.) e 38’ Verdi; nel s.t. (rig.), 34’ Di Natale. 
UDINESE: Karnezis 6; Piris 6, Danilo 6, Felipe 6, Widmer 6 (45’ st Domizzi sv), Badu 6, Lodi 6, Fernandes 6 (33’ st Di Natale 6,5), Ali Adnan 5 (1’ st Pasquale 6);  Zapata 6, Théreau 4. All.: De Canio 6. A disposizione Meret, Iniguez Edenilson,  Armero, Guilherme, Iniguez, Balic, Matos, Halfredsson, Perica. 
CARPI: Colombi 6; Zaccardo 6, Suagher 6, Gagliolo 6, Sabelli 6; Pasciuti 6, Crimi 6 (14’ st Porcari 6), Bianco 6, Martinho 6 (41’ st Cofie sv), Verdi 7 (37’ st Di Gaudio sv), Lasagna 6,5. All.: Castori 7. A disposizione: Belec, Daprelà, Fedele, De Guzman, Mbakogu, Gnahorè, Ceci. 
ARBITRO: Mazzoleni di Bergamo (Padovan/Lo Cicero; Cariolato; Guida/Di Bello). 
NOTE: 37’ espulso Théréau per proteste, ammoniti 8’ Gagliolo, 42’ Crimi; nel s.t. al 13’ Felipe, al 15’ Suagher.

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