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Calcio, musica e speranza. Padre e figlio compongono la canzone "Andrà tutto bene"

Andrà tutto bene, la canzone è firmata da Enrico e Federico Benassi, padre e figlio fanno parte entrambi della famiglia gialloblù. Benassi è sponsor di maglia con l’azienda Sau

 

Enrico  Benassi ed il figlio Federico, sono dei grandi appassionati di calcio e musica. Enrico  nella vita di tutti i giorni fa l’amministratore delegato di Sau, azienda sponsor di maglia del Modena F.C. E’ preparatore dei portieri dell’Accademia Modena 1912, attività di base del club canarino; nel tempo libero suona e canta. Federico ha 12 anni, frequenta la prima media a Spezzano di Fiorano e gioca negli Esordienti gialloblù, come il papà, si diletta con la musica suonando il Cajon.

I due hanno scritto le parole e la musica del brano Andrà tutto bene, un titolo attuale e di speranza per il periodo che sta vivendo il nostro paese: “Sabato eravamo in giardino – dice Enrico – con il nostro cane e guardandoci intorno siamo rimasti colpiti dai disegni appesi sui balconi dai bambini con la scritta andrà tutto bene. Quei disegni ci hanno ispirato. Siamo rientrati in casa e di getto ci è venuto il testo della canzone e la relativa musica”.

Padre e figlio poi si sono messi a suonare in taverna come stanno facendo tanti artisti italiani: “La canzone – continuano Enrico e Federico- è stata suonata alla buona, non l’abbiamo nemmeno provata ma più o meno eseguita in diretta voce, chitarra e cajon, qualche sbavatura si sente. Il nostro augurio è che questo brano sia un messaggio positivo, un raggio di luce in queste giornate buie dove tutti noi dobbiamo restare a casa facendo quanto ci viene detto”.

Andrà tutto bene, è la produzione di un padre e di un figlio: “Ora l’abbiamo registrata così, quando tutto questo sarà passato diventando solo un brutto ricordo, magari andremo in studio e la eseguiremo in maniera più professionale”.

Enrico in passato ha partecipato al festival di Castrocaro, la musica ce l’ha nel sangue: “Sono tifoso del Modena da sempre – chiude – e un giorno mi piacerebbe scrivere un inno per i canarini da cantare allo stadio e nella vita di tutti i giorni”.

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