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VIDEO | Cisco: "Stop ai concerti è un danno enorme per chi vive di live"

 

Una stagione che (quasi) si ferma, se non fosse per una ripresa consentita solo rispettando rigidi criteri, ovvero la presenza di un massimo di 1.000 persone (artisti, tecnici e operai compresi) per gli eventi all'aperto e 200 (stessa condizione) per quelli al chiuso. L'emergenza sanitaria ha sicuramente colpito duramente il settore della musica, soprattutto quegli artisti che dei live vivono. Come Stefano Bellotti, per tutti 'Cisco', storica voce dei Modena City Rambles, oggi apprezzato solista ed accreditato esponente del folk rock italiano. 

"Cosa si rischia con questo lungo stop? Fondamentalmente che molta gente non saprà come sbarcare il lunario- spiega all'agenzia Dire- Quando si pensa alla musica, agli spettacoli, si pensa soprattutto ad artisti di fama, che problemi grossi non ne hanno. Ci sono musicisti che possono star fermi un anno o due senza far concerti e dei grossi problemi a livello economico non ne risentono. Per fortuna e per bravura loro. Ma ci sono artisti che vivono dei live, e mi ci metto anch'io, che vivono, che viviamo dei live. Se blocchi stagione intera, fai fatica". 

La stagione estiva per un musicista, continua Cisco, "è quella che ti fa vivere, che ti fa mangiare e ti fa pagare bollette. È quella delle feste di piazza. In quei casi davvero c'è molta richiesta per suonare. Questa cosa quasi completamente verrà a mancare. E dove sarà possibile, temo che sarà piu' la fatica che il gusto. Io sono pronto per chi volesse organizzare qualche data, pero' poi dovremo trovarci a capire come gestire la situazione con il pubblico e tra di noi. Verrebbe a mancare la leggerezza e il modo di approcciare i concerti. Qualche data si farà ma diventa complicato anche per le finanze e le economie familiari". Per questo "faccio fatica a pensare che la gente possa venire a cuor leggero ad un concerto, con la mente sgombra. Faticoso pensare che chi va ad un concerto, fa finta che non sia successo nulla. Se uno avesse la certezza che da settembre, ottobre o a gennaio dell'anno prossimo si potrà fare questo lavoro senza troppe restrizioni, sarebbe la cosa migliore. Se per ricominciare ora serve mantenere le distanze e le precauzioni facciamolo, e vediamo come va. Forse la voglia di musica sarà cosi' tanta che tutto potrebbe andare bene lo stesso". 

La speranza primaria per Cisco "è che si risolva il problema al piu' presto con il vaccino e che si possa tornare ad una vita normale e di conseguenza ad organizzare concerti. Non credo ai concerti in streaming, i concerti sono fatti di rapporto duplice tra artista e pubblico. Se togli il pubblico è come togliere metà dello spettacolo. È come per le partite di calcio senza pubblico, anche se li' c'è il risultato di mezzo e una questione economica. Se togli il pubblico si fa fatica ad essere efficiente e ben sintonizzato sulla propria musica come invece accadrebbe in un concerto normale". Dal 15 giugno si torna a suonare dal vivo con le restrizioni nei numeri e nelle modalità: "Appena si potrà, il pubblico tornerà a saltersi addosso. Questo è l'esperienza live dove si viene travolti emotivamente e fisicamente".

(DIRE)

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