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Alla scoperta di...Savignano sul Panaro

 

Savignano sul Panaro è probabilmente il borgo medievale meglio conservato del territorio modenese. Una storia molto antica quella raccontata in questo luogo, dato che proprio qui sono stati trovati sia lo scheletro di un Mammuthus, sia una statuetta dalle forme femminili, divenuta poi nota come Venere di Savignano, risalente a circa 35 mila anni fa. Fu con quella prima comunità che la zona di Savignano divenne un insediamento umano, sviluppandosi in età romana e diventando poi la sede di un contado nell'altomedioevo. 

La sua posizione strategica, ovvero sulla sommità di un'alta collina, consentiva a chi lo presidava, di controllare potenziali nemici in arrivo e difendere la posizione. Al tempo stesso la sua collocazione lungo il fiume Panaro, esattamente nel territorio tra Modena e Bologna, determinava un interessamento di entrambe le città per il suo controllo così da poter usare Savignano come base per un attacco successivo alla città nemica. E così nell'alto medioevo era sotto Carlo Magno, poi nel Cento passa al vescovo di Modena, nel Ducento al podestà di Bologna, e nel Trecento agli Estensi a cui rimase, non senza però continue lotte per evitare la conquista nemica del borgo.

Oggi le sue antiche tradizioni sono state portate avanti, infatti grazie allo studio storico è stato possibile riscoprire le contrade, e al tempo stesso nel tempo si sono conservate mura, torri, porte, ma anche le case e persino i nomi delle vie. E' innegabile l'aria medievale che si può sentire in questo luogo e per tale motivo salire sulla vetta della collina è una scoperta dietro l'altra di meravigliosi dettagli. Una salita ripagata dalla meravigliosa chiesa che sovrasta l'intero Paese e ancor più il panorama che è possibile vedere dalla sua sommità. 

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