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Storie modenesi di San Valentino | La leggenda degli innamorati al Passo del Lupo

 

In occasione del giorno di San Valentino, abbiamo scelto per voi una leggenda modenese che parla di amore, di magia e di sfide. La leggenda è ambientata oltre il Passo del Lupo, dove oggi vi è una delle moderne sciovie, abitava un tempo una bella pastora. Ogni giorno all'alba la ragazza faceva uscire il suo gregge dal recinto e si dirigeva verso i pascoli. Insieme a lei c'era sempre il suo grosso cane che l'aiutava a mantenere le pecore in branco. Un giorno, mentre era distesa all'ombra di un grosso faggio, mentre doveva fare da guardia alle pecore si addormentò. 

Percorreva quella strada il genio dei boschi, che vista la ragazza rimase a lungo a comtemplare la sua bellezza, fino a che non resistette e l'accarezzà. La fanciulla si svegliò tubrata e avvertì una rpesenza strana vicino a lei, ma non vide nessuno poiché il genio dei boschi poteva rendersi invisibile. Accertatasi che le pecore non si fossero allontanate molto si tranquilizzò e tornò al  suo lavoro. Il genio da quel giorno si presentò quotidianamente vicino all'albero per ammirare la bellezza della fanciulla ma senza mai mostrarsi. 

Un giorno però prese coraggio e decise di mostrarsi. La fanciulla rimase abbagliata dalla forza e dalla potenza del signore dei boschi, era sì imapurita, ma anche affascinata. Il genio comprese immediatamente il suo stato d'animo e per questo decise di dichiarare il suo amore, e lei cedette alle sue lusinghe. Presto però il suo fervore amoroso si scontrò con una dura realtà: "Agli esseri soprannaturali non è concesso di amare le persone comune". La fanciulla fu colta da un'immensa infelicità, ma ormai non poteva più tornare indietro, lei si sentiva destinata a lui, seppur il destino non lo concedesse. 

Un giorno di primo autunno, la fanciulla decise di compiere un atto estremo e lo abbracciò sotto il noto faggio. Un fulmine a ciel sereno colpì l'albero e il corpo della ragazza si fuse col tronco della pianta e le sue sembianze di fanciulla rimasero nella forma del tronco. Il genio distrutto dal dolore tornò nel regno dei suoi simili. E' solo una leggenda? Fino a pcohi anni fa si poteva vedere questa pianta che conservava evidenti forme di ragazza, da qui nacque il nomignolo "Bella Donna". 
 

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