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Leggende e curiosità che forse non sapevi sulla Terra dei Castelli

 

La Terra dei castelli è un lembo di terra molto caratteristico situato tra l'Appennino e la città di Modena, e che si specchia sul fiume Panaro. Dal nome stesso che porta si capisce che è chiamato così per la grande concentrazione di castelli in un territorio limitato, grazie in particolare alle costruzioni della famiglia Rangone. E sempre qui vi sono leggende e curiosità che riguardano questi luoghi molto interessanti. 

La prima è quella di Castelnuovo Rangone, che è un borgo antico seppur le sue strutture siano moderne. Infatti il castello è di costruzione recente così come la chiesa, anche se le strutture originarie sono realmente antiche. Per quanto riguarda il castello almeno dal 1025, mentre la chiesa è forse una delle più antiche del nord Italia infatti fu edificata nel 431 da Papa Celestino I a seguito del Concilio di Efeso. Tuttavia tutti lo conoscono per lo zampone e per il maiale in piazza, ma anche qui c'è un errore storico, infatti lo zampone non nacque a Castelnuovo Rangone come molti pensano, ma a Mirandola.

Spostandoci verso sud si raggiunge Spilamberto, voluto dai modenesi nel 1210 come avamposto per controllare il confine bolognese. Qui vi sono due luoghi storicamente importanti, ovvero il castello e la torre di Spilamberto e a quest'ultima è legata una leggenda, ovvero quella di Messer Filippo, ovvero un cittadino di Spilamberto condannato dall'Inquisizione per magia, ma che fu innocente. Infatti, di mezzo vi era una donna di potere che lo fece condannare, ma lui non dirà mai di essere colpevole e lascerà scritto nella sua cella la propria innocenza con il sangue. 

Si giunge a Castelvetro, considerato dalle guide uno dei borghi più belli d'Italia, ma anche il borgo scelto da Torquato Tasso come cittadina ideale per farsi ispirare. Fu così che durante un soggiorno del Tasso a Bologna, fu accusato di essere l'autore di testi irriverenti nei confronti di professori e cittadini illustri. Quando il Tasso capì che il caso sarebbe stato portato in tribunale, di notte scappò da Bologna fino a Castelvetro per essere protetto dai Conti Rangoni, e qui si innamorò della città. Si pensa che rimase per poco tempo a Castelvetro, prima di fuggire a Correggio, ma gli bastò per cantarne le lodi.

Muovendosi ora verso il fiume Panaro si incontra la città di Vignola, che è ricca di prelibatezze enogastronomiche, come le ciliegie e la Torta Barozzi. Quest'ultima prende il nome dall'architetto Jacopo Barozzi, che fu il primo a riprodurre quella che veniva definita la "Scala Angelica" ovvero la scala elicoidale. Alta 12,33 metri e con 106 gradini, la scala dal Barozzi rappresenta un'eccellenza architettonica che ispirerà molti architetti nella costruzione dei castelli francesi, in particolare della Loira. 

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