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Medioevo. La storia delle scatole esplosive nella guerra tra nobili modenesi

 

E' una di quelle storie modenesi che pochi conoscono, ma che lasciano sicuramente a bocca aperta. Quando parliamo di "scatole modenesi" il riferimento va alla metà del Cinquecento, quando a Modena erano continue le guerre tra le famiglie locali. Se fossimo vissuti all'epoca, ci saremmo probabilmente imbattuti in uno dei tanti duelli tra nobili famiglie, come i Molza, i Forni, o i Boschetti. Se per esempio un Fontana incontrava per strada un Bellencini il duello era assicurato e spesso finiva nel sangue. 

Questo generò due fazioni: a capo di una vi era appunto la famiglia Fontana. Il suo capofamiglia, Lanfranco, un giorno ebbe un'idea: anzi che combattere per strada i propri nemici, perchè non farvi un regalo mortale? Sicuramente se avesse avvelenato il cibo l'unico a morire sarebbe stato l'assaggiatore, e se gli avesse regalato un sicario avrebbe solo consumato l'ennesimo delitto. 

Così gli venne un'idea "geniale": fece riempire delle scatole di polvere da sparo e di palle di ferro, quindi sistemò un congegno. Una volta pronta la scatola inviò nello stesso momento a più famiglie quelle scatole come dono, e in un batter d'occhio saltarono in aria prima Cornelio Bellencini, poi altri tre Bellencini, due Forni e due parenti secondari. 

La situazione era così "incandescente", che il duca Estense Alfonso II partì da Ferrara per giungere a Modena con una legge che impediva alle famiglie di tenere armi. E come potrete immaginare, queste nascosero le armi e una volta che il duca si era nuovamente allontanato dalla città, le tirarono fuori continuando quel massacro. 

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