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Le meraviglie nascoste del Palazzo dei Musei di Modena

 

Il Palazzo dei Musei è un luogo storico abbastanza noto in città, certo non importante per i modenesi quanto il duomo o l'Accademia Militare (ex palazzo ducale), tuttavia la sua imponenza lo rende impossibile da non vedere. Posto su largo Sant'Agostino, al suo interno si trovano bellezze incredibili, che per certi versi raccontano dei record di bellezza modenese. All'interno del Palazzo, si trova al primo piano l'Archivio Storico, che è famoso per essere il luogo dove sono conservate tutte le carte, i documenti e le mappe storiche della città, dalla sua prima età comunale poco dopo l'anno 1.000 fino ai giorni nostri. Pochi sanno che se mettessimo in fila tutti questi documenti potremmo tracciare una strada lunga ben 10 chilometri. 

Il ritratto del duca Francesco I, colui che mise le basi per la Modena Capitale, fatto dal Velazquez è probabilmente il pezzo più famoso della Galleria Estense insieme al busto del Bernini del medesimo duca. Eppure, rispetto al Bernini, quello del Velazquez ha raggiunto un record, ovvero è raffigurato su un aceto balsamico. E così potremmo dire che Francesco I è il primo duca modenese ad essere testimonial di un brand, oltre al fatto che quel ritratto è stato tre mesi al Metropolitana Museum di New York.  Il Lapidario Estense fu voluto da Francesco IV, e già all'epoca era stato pensato per mettere insieme tutte le grandi opere dei 2.200 anni di storia modenese, dai reperti archeologici di epoca romana, alle opere medievali, fino ai tempi dei duchi d'Este. Se fossimo vissuti nel Settecento avremmo trovato parte di queste opere davanti al sagrato del Duomo di Modena, oggi invece riprendono vita qui. Bellezze artistiche legate a storie incredibili, come quella della croce di pietra, in memoria di una rivolta di giovani modenese contro i tedeschi invasori avvenuta nel 1154. A seguito della carneficina molti testimoniarono di aver visto i fantasmi di quei soldati in una zona del centro storico nota come "Quattro Colonne", e così i modenesi chiesero perdono a Dio per quell'atto edificando una cappella. E di quella memoria rimane oggi questa croce di pietra. 

Quello conservato all'interno del Lapidario Romano è sicuramente uno dei più grandi ritrovamenti di monumenti romani dell'Emilia. C'è un luogo a Modena dove la storia vive da due mila anni e lo fa attraverso bassorilievi, sculture e storie, si tratta del Lapidario Estense, il primo museo pubblico di Modena. La sua ricchezza di contenuti è evidente, dato che le tipologie di sarcofagi e lastre sono varie e differenti, ma soprattutto spicca uno dei monumenti romani più importanti in Emilia, ovvero l'ara di Vetilia Egloge, dedicato ad una delle donne modenesi più importanti di Mutina, che potremmo immaginare oggi come la first lady di Modena. La Galleria Estense è una delle 20 gallerie più importanti d'Italia, sarà perché raccoglie almeno mezzo millennio di opere d'arte, sarà perché al suo interno l'arte prende forma in dipinti, statue, stampe, medaglie, decorazioni e strumenti musicali. Sarà perché da qui passano artisti del calibro del Guercino, Correggio, Bernini, Velazquez, Guido Reni, Dosso Dossi, Tintoretto, Antonio Begarelli e Guido Mazzoni. Sarà  perché la location è così curata da avvolgere il visitatore in un'esperienza artistica e culturale davvero unica, ben diversa dai grandi musei internazionali dove spesso il turista si sente più disorientato che coccolato dall'arte stessa.

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