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Alla scoperta di...Nonantola

 

Nonantola è uno dei borghi medievali più antichi d'Italia e ha fatto la sua fortuna grazie allo sviluppo della sua famosissima abbazia, anche se già tra il XVI e il XIII a.C. si parla di una comunità che si era stanziata presso la frazione di Redù. 

Tuttavia, rimane che la fortuna del borgo fu quella di trovare nel 752 un monarca come re Astolfo che pensò di donare un terreno all'abate Anselmo. Quando quest'ultimo ricevette il terreno ebbe solo un obiettivo in testa, ovvero costruire l'abbazia di Nonantola, scelta che piaceva molto ai Longobardi che in questo modo poterono accrescere il proprio dominio sul territorio modenese, o per meglio dire mutinense. 

Nei secoli successivi l'abbazia raggiunse un vero e proprio record di oggetti religiosi raccolti, dalla Santa Croce di Gesù al braccio di San Silvetro, nonché 4500 pergamene di cui 131 sono antecedenti all'anno mille. E poi fu anche luogo di avvenimenti storici determinanti, come l'incontro tra il papa e l'imperatore grazie all'intercessione di Matilde di Canossa. 

Grazie al suo sviluppo durante l'alto medioevo e nei secoli successivi, Nonantola diventò strategica nella guerra tra modenesi e bolognesi, tanto che nel borgo esistono due torri, uno porta il nome della città geminiana, e l'altra quello della città petroniana, la prima del 1261 e la seconda del 1307. 

La comunità nonantolana crebbe grazie all'abbazia e all'interesse di Modena e Bologna nei suoi confronti, ma anche grazie ad una sviluppata Partecipanza Agraria, ovvero la condivisione e divisione dei terreni tra le famiglie più antiche, garantendo così a queste di potersi sfamare nel tempo. Si tratta di una tradizione che è sopravvisuta fino ad oggi e che conserva una storia dal fascino antico. 

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