Viaggio tra i castelli della Terra dei Castelli

Attendere un istante: stiamo caricando il video...
Attendere un istante: stiamo caricando il video...
 

La Terra dei Castelli è stata chiamata così perché in quel luogo si trova una della più importanti concentrazioni di castelli e rocche del territorio emiliano, paragonabile a quella parmense e piacentina.

Castelnuovo Ragone

Il viaggio in questo territorio inizia a Castelnuovo Ragone, famoso per il maiale e per il superzampone, ma il cui nome deriva dall'antico castello che un tempo era presente in questo luogo. Di quella storia è rimasta solo la torre medievale e la cinta muraria risalente al Ducento, perché infatti l'attuale castello è stato ricostruito a seguito della devastazione della seconda guerra mondiale ed è sede del municipio.

Castelvetro

Spostandosi a sud si raggiunge Castelvetro, noto originariamente come Castrum Vetus, famoso per essere un dei borghi più belli d'Italia, nonché per le sue sette torri e la sua piazza a schiacchiera. Su di essa si affaccia il castello, che è mutato nel tempo così come i suoi proprietari, tra cui Matilde di Canossa e i marchesi Rangoni, ma la cui presenza è attestata già dall'anno Mille.

Spilamberto

Spostandosi nuovamente nord ma in direzione del fiume Panaro si raggiunge Spilamberto, patria del nocino modenese la cui sede è nella torre cittadina, nonché della Consorteria dell'Aceto Balsamico Tradizionale. La sua rocca risale al 1210 quando il Comune libero di Modena voleva controllare il confine bolognese, ma col passare dei tempo sarà la famiglia Rangoni ad ingrandirlo come lo vediamo oggi, rendendolo meno militare e più adatto ad una corte.

Vignola

Proseguendo verso sud lungo il corso del fiume si arriva a Vignola, la città della ciliegia e della torta Barozzi, la cui rocca risalirebbe al primo secolo del basso medievo, ma quella che vediamo oggi è un'evoluzione continua che rende questo castello il più bello del territorio modenese. Le tre alte torri ricordano i tempi in cui lungo quel lembo di terra era continuo lo scontro tra modenesi e bolognesi, e dalle sue antiche porte, e anche se oggi pare strano quel ponte sul fiume un tempo congiungeva due stati.

Savignano sul Panaro

Infine, non può mancare una visita al borgo di Savignano sul Panaro, che è riuscito a mantenere la propria identità medievale attraverso le vie in ciotoli, le case in pietra, le grandi porti d'entrata, i nomi originari delle strade e dei rioni e la presenza di caratteristici pozzi, anche se a lasciare a bocca aperta è il panorama che si può ammirare salendo sulla vetta di questo luogo incantato. 

Potrebbe Interessarti

  • Processione della riparazione. Trecento modenesi in preghiera contro il Gay Pride

  • Tre vittime modenesi in un tamponamento in A1 - IL VIDEO

  • "Padre David" alla processione di riparazione: "Omosessuali unitevi a noi contro la Sharia"

  • Apre a Modena l'Atelier che offre parrucche gratuite alle donne in trattamento oncologico

Torna su
ModenaToday è in caricamento