Alla scoperta del duomo di Modena

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Il duomo di Modena non è solo parte del Patrimonio dell'Unesco, ma uno degli esempi di romanico più belli e studiati al mondo. La sua è una storia travagliata e unica, a partire dal fatto che è forse l'unica cattedrale costruita al mondo quando in città non vi era il vescovo, infatti in quel momento il precedente vescovo era stato scomunicato e il nuovo sarebbe giunto un anno dopo l'inizio dei lavori. La gestione del progetto fu affidata a Lanfranco, un architetto di cui si è parlato poco ma che fu fondamentale per la riuscita dell'opera e che certamente fu presente quel 23 Maggio del 1099 in cui fu posata la prima pietra della cattedrale geminiana. Quel giorno i modenesi non avevano idea di quanto sarebbe stato grande il progetto, ma per Lanfranco l'opera era già stata costruita nella sua mente. A differenza di quanto si riteneva fino a qualche anno fa, il duomo non fu costruito procedendo con due cantieri parallelamente, ovvero uno a partire dalla facciata e uno dall'abside, ma vi fu un solo cantiere che partiva dall'abside e giungeva fino alla facciata, a confermarlo sarebbero le irregolarità presenti in quest'ultima. Tuttavia tali irregolarità sarebbero state nascoste strutture e bassorilievi, questi ultimi destinati al lavoro di Wiligelmo, anche lui un artista di cui si sa davvero poco, ma che fu fondamentale per rendere gloriosa la cattedrale di Lanfranco. Dopo 920 anni dalla posa della prima pietra, il duomo di Modena è ancora al suo posto, ma ad essere più affascinante è la storia della sua cripta, che è lì da quando nel IV secolo fu sepolto San Geminiano, infatti quella tomba è rimasta la medesima, attendendo che nel 1099 un giovane architetto avesse l'ardire di trasformare una chiesetta malandata in una cattedrale di marmo bianco.

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