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Martedì, 27 Settembre 2022
Animali

“Anche gli animali votano”: i partiti danno spazio ai pet, poco interesse per selvatici e allevamenti

Le associazioni animaliste hanno sottoposto ai partiti politici il manifesto “Anche gli animali votano” in vista delle elezioni

Lo sfruttamento e il maltrattamento degli animali è un tema sempre più centrale per l’opinione pubblica, colpita profondamente dalla crisi idrica e dagli incendi che hanno messo a rischio la vita degli animali e il loro habitat. Non c’è dubbio che per invertire questa rotta ci sia bisogno di un intervento concreto da parte del Governo orientato non solo ad affrontare l’emergenza climatica, ma anche alla protezione degli animali.

Per questo 13 associazioni animaliste (ALI, Animal Equality Italia, Animalisti Italiani, CiWF Italia, ENPA, Essere Animali, Humane Society International/Europe, LAC, LAV, LEIDAA, LNDC Animal Protection, OIPA e Save the Dogs and Other Animals) hanno sottoscritto il manifesto “Anche gli animali votano” in cui vengono affrontati sei macro temi sottoposti all’attenzione dei Partiti e dei candidati.

Il manifesto “Anche gli animali votano”

Il principio della protezione e della tutela degli animali è alla base dei sei macro temi presenti all’interno del manifesto “Anche gli animali votano” inviato ai candidati e ai Partiti per le prossime elezioni e che può essere racchiuso per sommi capi in questi punti:

  • Tutela legale e istituzionale degli animali: in questo caso le associazioni chiedono di introdurre all’interno del Codice penale sanzioni più efficaci per scoraggiare reati ai danni degli animali, mentre nel Codice Civile si chiede di riconoscere gli animali come essere senzienti e non cose. Andrebbero anche create delle strutture per supportare gli animali salvati istituendo allo stesso tempo un Garante nazionale dei diritti degli animali
  • Tutela degli animali d’affezione: rafforzamento della normativa per prevenire il fenomeno del randagismo e nello stesso tempo divieto di commercializzare gli animali. Le associazioni chiedono anche campagne volte a incentivare la sterilizzazione di cani e gatti anche di proprietà e ridurre l’IVA sul cibo per animali e sulle prestazioni veterinarie
  • Tutela degli animali selvatici: per le associazioni lo Stato deve esercitare tutti i suoi poteri per la tutela della fauna selvatica e nello stesso tempo anche adoperarsi per il recupero della fauna in difficoltà. Inoltre deve essere abolita la caccia, il bracconaggio e vietata l’importazione di trofei di caccia di animali appartenenti a specie protette. Tra le richieste c’è pure la previsione di azioni non cruente per gestire le specie considerate invasive
  • Superamento dell’uso degli animali nell’intrattenimento: le associazioni chiedono di attuare la Legge-delega approvata dal Parlamento che implica il superamento dell’uso degli animali in circhi e spettacoli itineranti, delfinari, nelle feste locali, in zoo, acquari, palii e per trainare le carrozzelle
  • Tutela degli animali allevati a fini alimentari: si punta a ridurre il numero di animali allevati e al contempo a sostenere la proposta legislativa della Commissione UE in sede europea, di eliminare le gabbie all’interno degli allevamenti. C’è spazio poi per una moratoria sull’apertura di nuovi allevamenti intensivi e una promozione delle scelte alimentari vegetali
  • Superamento della sperimentazione animale: le associazioni sostengono la sperimentazione con metodi sostitutivi all’uso degli animali e chiedono di destinare il 50% dei fondi pubblici alla prevenzione delle malattie e nella ricerca scientifica

Come hanno risposto i partiti

Una volta sottoposto ai partiti politici questo manifesto, le associazioni animaliste hanno approfondito il contenuto dei loro programmi elettorali per capire quanto realmente sia stato recepito. Alleanza Verdi–Sinistra, Movimento 5 Stelle, Unione Popolare, Italexit e Italia Sovrana e Popolare hanno aderito per il momento a tutte le macro-aree presenti nel documento. Non c’è invece alcun riferimento al benessere e salvaguardia degli animali nei programmi di Azione-Italia Viva Calenda, Italia Sovrana e Popolare e di Alternativa per L’Italia-No Green Pass.

Nel caso del centrodestra, poi, le associazioni animaliste non hanno apprezzato il riferimento al contrasto della fauna selvatica, riconoscendo però l’impegno nella tutela degli animali domestici che è contenuta nei programmi di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega: FdI è intenzionata ad aumentare le pene per i reati contro gli animali e a contrastare la tratta illegale di cuccioli dell’Est Europa. Per quel che riguarda il Pd e +Europa con Emma Bonino, tra gli obiettivi di questi partiti c’è anche la tutela del benessere animale, mentre la creazione della figura del Garante Nazionale è tra i punti del programma di Impegno Civico Di Maio, ma anche della maggioranza degli altri partiti. Sempre il Pd, Lega e Italexit sono favorevoli alla riduzione dell’Iva sulle prestazioni veterinarie, il contrasto al randagismo e ai maltrattamenti.

Purtroppo in gran parte dei programmi elettorali non si fa cenno alle azioni da intraprendere per mettere la parola fine ai sistemi intensivi di allevamento. Infine, in materia di fauna selvatica, le posizioni sono piuttosto divise.

Nei partiti del centrodestra si fa riferimento alla salvaguardia della biodiversità anche tramite riserve naturali e progetti di educazione ambientale, ma negli stessi programmi si parla anche di aumentare i periodi di caccia, come pure nel caso di Azione-Italia Viva. Un impegno preciso in merito all’abolizione dell’attività venatoria arriva invece da Alleanza Verdi – Sinistra, Movimento 5 Stelle, Unione Popolare, Italexit e Italia Sovrana e Popolare.
 

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