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Scontro fra sindacati sul caso Castelfrigo, il Gip archivia

Cade la richiesta di diffamazione avanzata dalla Cisl Emilia Centrale nei confronti del segretario della Flai-Cgil Marco Bottura

Continua a risuonare in provincia di Modena l'eco della turbolenta 'vicenda Castelfrigò, la ditta nel cuore del distretto della lavorazione delle carni attorno a cui riesplose qualche anno fa lo scontro sugli appalti di manodopera e le condizioni dei lavoratori. Due giorni prima del verbale firmato (il 29 dicembre 2017) a un tavolo in Regione Emilia-Romagna, che rilanciò "la pericolosità sociale" del ricorso alle false cooperative negli appalti, la Fai-Cisl Emilia Centrale si era accordata con la proprietà della Castelfrigo. Parlando di accordo firmato per garantire il lavoro solo agli operai della carne che non avevano scioperato, era stato il segretario della Flai-Cgil Marco Bottura a criticare il comportamento della categoria Cisl. Parlando alla stampa, Bottura accusò la Fai-Cisl Emilia Centrale, che lo querelò, di fare "parte del sistema" degli appalti, un sistema che prospera "sull'evasione fiscale e contributiva, attirando in aggiunta altre illegalità, come il traffico di droga". 

Con un decreto emanato ieri, il gip Eleonora Pirillo ha archiviato il procedimento penale a carico di Bottura, difeso dall'avvocato Gian Andrea Ronchi dello studio legale Officina Giuridica di Bologna. Nel dispositivo del decreto di archiviazione viene evidenziato in particolare come i toni usati dal segretario della Flai, "sebbene aspri, non siano mai scaduti nella gratuita aggressione all'immagine e alla reputazione della Fai-Cisl".

I fatti, dunque, risalgono alla fine del 2017 quando l'allora "Castelfrigo srl" della famiglia Ciriesi (ora venduta a una società del Gruppo Cremonini con la nuova denominazione "Castelfrigo L. V. srl") tagliò gli appalti di manodopera per sbarazzarsi dei lavoratori in sciopero e, il 22 novembre e il 27 dicembre 2017, sottoscrisse accordi sindacali con la sola Fai-Cisl Emilia Centrale per garantire invece la continuità occupazionale dei lavoratori che non erano scesi in sciopero. 

Ripercorre Bottura oggi su tutta la vicenda: "La vertenza sindacale degli appalti di manodopera della Castelfrigo ha portato alla ribalta nazionale un sistema economico basato sull'evasione fiscale e lo sfruttamento dei lavoro, un sistema largamente diffuso nel distretto delle carni modenese". La Regione Emilia-Romagna, Confindustria, le Centrali Cooperative e Cgil, Cisl e Uil, prosegue Bottura, "nel verbale siglato in Regione del 29 dicembre 2017, riconobbero la pericolosità sociale del fenomeno delle false cooperative non solo per i diritti violati dei lavoratori, ma anche per la tenuta sociale ed economica del territorio a causa delle risorse sottratte alla comunità e delle infiltrazioni malavitose. Purtroppo la Fai-Cisl Emlia Centrale, appena due giorni prima, si era accordata- ricorda il segretario Flai- con la proprietà della Castelfrigo per garantire il lavoro solo a quelli che non avevano scioperato. Si è voluto togliere il lavoro a chi ebbe il coraggio di protestare e si è anche voluto tappare la bocca a chi ha denunciato pubblicamente questa situazione".

(DIRE)

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