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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Attualità Carpi

All'Ospedale di Carpi sono 15 i casi positivi al virus tra gli operatori sanitari

L'Ausl plaude alla solidarietà tra medici e infermieri per fare fronte all’emergenza. In corso la riorganizzazione del personale

Sono 15 gli operatori sanitari dell’Ospedale Ramazzini di Carpi risultati positivi al tampone per coronavirus tra ieri sera e la giornata di oggi. Si tratta di un primo bilancio del piano straordinario di test organizzato dal Dipartimento di Sanità pubblica dell’Azienda USL di Modena in seguito alla positività di un operatore sanitario del Ramazzini riscontrata nei giorni scorsi. La maggior parte degli operatori sanitari positivi sono già da alcuni giorni in isolamento domiciliare e in discrete condizioni di salute (sintomi lievi).

L'Ausl costretta dunque ad uno sforzo straordinario: "In questo momento di emergenza, la collaborazione solidale tra gli operatori sanitari è tra gli elementi positivi che fanno sì che il sistema possa continuare a reggersi su solide fondamenta. Per questo l'Azienda USL di Modena ringrazia tutto il personale, amministrativo, tecnico e sanitario, che sta dimostrando grande senso di responsabilità, attaccamento al Servizio sanitario pubblico e reciproca cooperazione".

Per quanto riguarda il Ramazzini, l’Azienda USL sta predisponendo una riorganizzazione dei reparti coinvolti; diversi medici specialisti dei Poliambulatori andranno in aiuto ai colleghi che forniscono l’assistenza ai pazienti ricoverati, così come numerosi infermieri di altre equipe daranno man forte dove più necessario.

"Un ringraziamento particolare in questo senso al dottor Gianpaolo Papi, che ieri ha comunicato di affidare temporaneamente la Segreteria dell’ANAAO AUSL Modena al dott. Vincenzo Pulitanò e il Coordinamento dell’ANAAO-ASSOMED Provinciale al dott. Giovanni Ceccherelli per poter collaborare a tempo pieno con i colleghi dell'Ospedale Ramazzini di Carpi impegnati nell'assistenza e nella cura dei pazienti. E con lui il ringraziamento si estende a tutti i professionisti che hanno dato la disponibilità a prestare il proprio servizio in Ospedale in affiancamento o sostituzione dei loro colleghi. Un gesto non scontato che ben evidenzia l'unione d'intenti che muove i professionisti di questa azienda sanitaria nella lotta al coronavirus", spiega l'Ausl in una nota.

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