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Fuga dall'Ucraina, circa 140 profughi a Modena. Screening sanitario e vaccini

Ieri le autorità hanno fatto il punto sull'accoglienza delle persone che fuggono dalla guerra. Ai servizi sociali il compito di prendersi cura di chi arriva nei vari comuni, indirizzandoli anche verso l'Ausl

Attualmente i cittadini ucraini che sono arrivati in provincia hanno potuto farlo grazie alla rete di parenti o amici che risiedono sul nostro territorio. Si tratta di circa 140 persone, quasi esclusivamente donne e bambini, ma gli arrivi sono in aumento ora dopo ora.

Per fare il punto della situazione determinata dalle note vicende che stanno interessando l’Ucraina, si è tenuta ieri una riunione presieduta dal prefetto Camporota insieme ai vertici delle Forze dell’Ordine e dell’Azienda U.S.L., al Presidente della Provincia, a numerosi Sindaci e i rappresentanti della Caritas diocesana. Tutti i Sindaci presenti hanno assicurato la massima collaborazione per la gestione del presumibile afflusso di persone dall’Ucraina, che già dalla mattinata odierna sta registrando un progressivo aumento.

Il sistema dell'accoglienza

I Servizi sociali degli enti locali hanno già avviato i primi contatti con le persone che sono arrivate nei vari Comuni, attivando le necessarie misure di sostegno. Il Prefetto ha illustrato le prime disposizioni diramate dal Ministero dell’Interno che prevedono la attivazione di nuovi posti nei centri di accoglienza straordinaria e nel Sistema di Accoglienza SAI gestito dai Comuni.

Sono già stati attivati i Servizi sociali delle Unioni e dei Comuni per assicurare forme di prima assistenza, anche attraverso il coordinamento delle iniziative spontanee di solidarietà, e per informare i profughi circa le opportunità di accoglienza offerte dal territorio. Al riguardo, il Prefetto aveva già invitato i Sindaci ad effettuare una prima rilevazione circa gli arrivi nei propri territori e ad avviare un censimento su eventuali strutture di accoglienza che potessero essere messe a disposizione. A tale scopo, già sono state acquisite delle disponibilità di appartamenti da parte di associazioni, enti religiosi e privati cittadini.

A sua volta, il Questore ha informato circa il sistema attivato presso la Questura e i Commissariati che prevede la registrazione dei profughi che via via si si presentano agli sportelli dedicati. Alla data di ieri 75 erano i cittadini ucraini che avevano segnalato il proprio arrivo, di cui 31 adulti e 44 minori, appartenenti a 33 nuclei familiari, tutti ospitati da parenti o conoscenti. A questo dato fornito nel corso della riunione di ieri, si aggiungono i 60 profughi, di cui due terzi minori, che solo nella mattinata odierna si sono rivolti all’Ufficio Immigrazione della Questura.

Gli sportelli della Questura saranno aperti tutte le mattine, dal lunedì al sabato, e nei pomeriggi di martedì e giovedì. Anche i Commissariati osserveranno gli stessi orari di apertura degli sportelli, ad eccezione del sabato.

Laddove l’accoglienza non sarà assicurata dalla rete di familiari o conoscenti, saranno attivati i posti resi disponibili dalla rete dei CAS e dei SAI, anche con il fattivo contributo degli enti locali che verificheranno la possibilità di mettere a disposizione degli enti gestori eventuali appartamenti o altre strutture di accoglienza.

Lo screening sanitario e la questione covid

Il Direttore Generale dell’Azienda U.S.L. ha informato sulle iniziative assunte per assicurare da una parte lo screening legato alla pandemia e dall’altra l’assistenza sanitaria. Dal punto di vista operativo, le Ausl rilasceranno loro il codice Stp (Straniero temporaneamente presente), che garantisce appunto la presa in carico temporanea.

Con un riguardo maggiore per le persone indigenti, che - con autodichiarazione del proprio stato di indigenza - saranno anche esonerate dal ticket, in analogia con quanto avviene per i cittadini italiani, per quanto concerne: prestazioni sanitarie di primo livello, urgenze, stato di gravidanza, patologie esenti o soggetti esenti per età o in quanto affetti da gravi stati invalidanti.

Gli indigenti che non rientrano in queste categorie, con l’Stp pagheranno il ticket alle stesse condizioni dei cittadini italiani e non a quelle normalmente applicate ai cittadini Extra Ue.

Per quanto riguarda il Covid, sempre con l’obiettivo di assicurare la massima tutela della salute a persone in fuga da un Paese in guerra, i Dipartimenti di Sanità Pubblica - in attesa di specifiche indicazioni del ministero della Salute - prenderanno in carico i profughi per sottoporli a screening per l’infezione da virus SARS-Cov-2: sarà quindi effettuato un test antigenico o molecolare con tampone nasofaringeo, indipendentemente dallo stato vaccinale.

Le persone risultate positive e i relativi contatti saranno naturalmente assistite e gestite secondo i protocolli vigenti. I Dipartimenti dovranno inoltre verificare lo stato vaccinale e offrire la vaccinazione alla popolazione ucraina in arrivo, provvedendo al completamento di cicli risultati incompleti, anche ai fini del rilascio della certificazione verde Covid-19.

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