Addetti "somministrati" per la ricostruzione, i sindacati: "Mancano risorse"

Preoccupazione per le sorti dei lavoratori impiegati nella pubblica amministrazione sulla gestione delle pratiche post-sisma

Prospettiva occupazionale non scontata per i lavoratori somministrati nei territori coinvolti dalla ricostruzione post-sisma 2012. Come segnalano a Modena i sindacati Cgil, Nidil-Cgil e Fp-Cgil, salgono ogni giorno le preoccupazioni dei diretti interessati. In particolare, 220 addetti somministrati nei territori modenesi, sugli oltre 400 attivi in tutta l'area del cratere 2012, intravedono tuttora come deadline il 31 dicembre 2020: è la data in cui scadrà l'appalto di fornitura di servizi in somministrazione ad oggi gestito dall'agenzia per il lavoro Randstad Italia. 

Nonostante sia stato esteso lo stato di emergenza per l'intero 2021, segnalano infatti Cgil e categorie, "mancano le risorse per finanziare il proseguimento dell'appalto o per definire un percorso alternativo capace di assumere il personale direttamente dalla struttura commissariale, e parallelamente di istituire un percorso che favorisca la stabilizzazione per concorso, per i profili che servono ai Comuni e alle unioni dei territori coinvolti". 

Se questi aspetti preoccupano "le centinaia di lavoratori e lavoratici presenti nell'appalto", c'è un nuovo incontro in agenda con Regione e struttura commissariale per il 10 luglio. Nel frattempo, la Cgil esprime "soddisfazione per aver finalmente trovato una soluzione all'annoso problema delle differenze salariali, sulla parte variabile, che da sempre costituiscono un gap rispetto ai territori di Bologna e del personale assunto in Regione, nonostante il blocco causato sull'anno 2018, che sarà oggetto di discussione coi lavoratori, nelle prossime assemblee".

(DIRE)

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