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Giovedì, 26 Maggio 2022
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Addio Green Pass? Ecco dove sarà tolto prima, ma è subito stop alle mascherine

Niente mascherine all'aperto in tutta Italia dall'11 febbraio (nuova ordinanza di Speranza in arrivo). Lo stato di emergenza sarà cancellato definitivamente il 31 marzo ma per il Green Pass non sarà una cosa immediata ma ci saranno allentamenti graduali nel corso dei mesi

Non verrà rinnovata l'ordinanza che ha reso obbligatorio indossare la mascherina anche all'aperto, pertanto da venerdì 11 febbraio 2022 potremo dire stop alle mascherine all'aperto ma resterà obbligatorio averle con sè e utilizzarle in caso di assembramento.Le mascherine restano invece obbligatorie al chiuso. Lo prevede l'ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza.

Fino al 31 marzo 2022, si legge, "è fatto obbligo sull'intero territorio nazionale di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private" e " nei luoghi all'aperto è fatto obbligo sull'intero territorio nazionale di avere sempre con sé i dispositivi di protezione delle vie respiratorie e di indossarli laddove si configurino assembramenti o affollamenti".

Mascherine, le nuove regole

  • Mascherine obbligatorie al chiuso fino al 31 marzo (giorno di fine, per ora, dello stato di emergenza pandemica);
  • Mascherine obbligatorie all'aperto in caso di assembramenti.

L'ordinanza precisa che non hanno l'obbligo di indossare il dispositivo di protezione delle vie respiratorie: i bambini di età inferiore ai sei anni; le persone con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina, nonché le persone che devono comunicare con un disabile in modo da non poter fare uso del dispositivo; i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva.

Sono fatti salvi, in ogni caso, i protocolli e le linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché le linee guida per il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici o aperti al pubblico. Si precisa inoltre che "l'uso del dispositivo di protezione delle vie respiratorie integra e non sostituisce le altre misure di protezione dal contagio".

Certificato COVID digitale dell'UE fino al 2023

La Commissione Europea ha intanto approvato la scorsa settimana la proposta di estendere di un anno il certificato Covid digitale Ue, fino al 30 giugno 2023. Il pass continua a essere una misura che la commissione definisce "eccezionale" e che mira a facilitare gli spostamenti, "ma il Sars-CoV-2 continua a circolare in Europa e "non è possibile determinare ora l'impatto di un possibile aumento dei contagi nella seconda metà dell'anno". Il regolamento che istituisce il Pass, entrato in vigore il primo luglio 2021, aveva durata limitata ad un anno, prorogabile. Cosa diversa è la durata di validità del certificato, che è stata fissata qualche giorno fa a 270 giorni dopo il completamento del primo ciclo vaccinale (è illimitata, per ora, dopo la terza dose). Un'altra cosa ancora sono la validità e l'uso del Pass a fini interni, che gli Stati possono decidere in autonomia, come ha fatto l'Italia: il regolamento Ue mira solo a facilitare gli spostamenti all'interno dell'Unione europea.

"La quarta dose non serve"

"C’è stata una forma di isteria sull’inseguire" la somministrazione di "una quarta dose ravvicinata. L’ha fatta Israele, anche se poi ha parzialmente cambiato, decidendo di farla soltanto per i più fragili, gli immunocompromessi. L’Ema ha detto che non serve la quarta dose. Immunologicamente con questo vaccino anti Covid questa non serve, e non si sa quando servirà. Potrebbe essere diverso se si dovesse fare un vaccino" specifico "contro una variante, allora questo sì, tuttavia non sarebbe una quarta dose ma, come quello contro l'influenza, un vaccino nuovo da somministrare ogni anno". Lo spiega Sergio Abrignani, immunologo dell’Università Statale di Milano e membro del Cts, ospite di ‘Timeline’, che ha aggiunto: "A oggi, con l’esperienza che abbiamo con tutti gli altri vaccini, è ragionevole dire che per diversi anni non serviranno richiami con questo vaccino” anti Covid. “Se invece, ad esempio, dovessimo scoprire che il vaccino contro la variante Omicron è in grado di proteggerci dall’infezione al 97-98%, allora in futuro si potrà pensare, così come per l’influenza, ad una nuova dose". 

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